Cenni Storici della Chiesa di Santo Spirito in Sassia

Fonte: Santo Spito in Saxia edito da Palombi editore.

Vaticano deriva dalla parola latina ager vaticanus che indicava la zona oltre il tevere dove risiedevano i vaticini etruschi, zona sacra per gli etruschi anche se paludosa. Due strade attraversavano la zona: la triumphalis (nel medioevo la via francigena) e la via cornelia collegamento cassa-aurelia sulla quale i romani costruirono numerosi monumenti funebri. La palude fu sanata da Augusto e trasformata con giardni ed orti. Fece costruire il ponte triumphalis distrutto poi dai romani per esigenze belliche 404-423 dC. Nel 113 134 dC l’imperatore Adriano fece costruire la mole adriana per la sua sepoltura. Nella zona dove adesso rimane la basilica vaticana era stata costruito il circo di gaiano e nella zona dove adesso si sviluppa il quartiere prati era stato costruito un ippodromo per le corse dei cavalli. Successivamente l’imperatore Costantino, convertitosi al cristianesimo fece costruire un grande tempio dedicato a San Pietro Apostolo attorno alla quale, con il tempo, si svilupparono le scholae ovvero strutture per accogliere i sempre più numerosi pellegrini e fedeli che andavano alla tomba di Pietro. L’intera zona vaticana nel IX secolo divenne borgo. Le scholae erano quindi albergo, ospizio, ospedale, chiesa, cimitero per i loro connazionali.

La prima nazione a costruire la schola quella de Sassoni fu nel 727 dC circa grazie alla donazione del terreno che Papa Gregorio II fece a Re Sassone Cedwalla prima e poi al suo successore Ina, terreno compreso tra il limite del colle palatium (delimitato dalla via triumphalis che continuava verso l’attuale trastevere, e il mausoleo di augusto con i suo ponte. Successivamente i longobardi e poi i frisoni (olandesi 754 o 797), ungheresi e ed armeni (>1000) costruirono le loro scholae. La zona vaticana era un territorio staccato dalla città della riva sinistra e maggiornamente assoggettata alle invasioni degli eserciti barbarici prima e pro o contro il papa dopo. Strategicamente importante era il ponte di Castel Sant’Angelo che collegava la riva vaticana alla città di Roma testa di ponte per la conquista della città eterna. (il ponte che collegava la via triumphalis a Roma venne abbattuto dai romani proprio per ridurre i possibili attacchi dei barbari che, accampati sulla riva destra, assediavano la capitale. Nell’846 e 849 orde dei saraceni convinse Carlo Magno e Lotario (re d’Italia) e il Papa Leone IV a fortificare la zona (le precedenti fortificazione di Leone III furono distrutte dai cittadini romani). Venne a formarsi così la cittadella Leoniana, fulcro religioso e politico che dal XV sec ad oggi ha subito continue trasformazioni. Le vie pricipali della città leoniana (verso Roma) erano la via dei portici (attuale via conciliazione da Castel Sant’Angelo collegava alla Basilica San Pietro) e una vita, indicata nei documenti antichi come l’attuale Via di Borgo Santo Spirito che collegava il porto maggiore che dava sul tevere, usato per lo scarico delle merci necessario a sostener le varie scholae. La via triumphalis attraversava la città leoniana e, passando affianco alla Chiesa e per la porta di Santo Spirito, portava a Trastevere. Strada percorsa in particolare dai pellegrini che in occasione dei grandi giubilei (dopo l’edificazione del porto di Ripa - sec XIV) ai tempi di Papa Giulio II, che aveva provveduto a trasformare il nome della Via da Settimiana a Via della Lungara, arrivavano a Roma. La Chiesa venne edificata da Papa Leone IV grazie ai soldi derivanti dalla tassa che Offa, successore di Ina, aveva imposto ai nobili el suo regno (remescot) e consacrò la Chiesa a Sancta Dei Genitrix (con l’aggiunta in Sassia). Il Papa inoltre aprì la porta di Santo Spirito. il termine in Sassia passò presto al ponte neroniano (i cui resti sono ancora visibili quando il Tevere è più secco). Dopo il 1066, quando con la battaglia di Hastings i normanni sconfissero i Sassoni, l’afflusso dei pellegrini sassoni si rudusse insieme con le offerte. L’intera Scola Saxonum incominciò a degradarsi.

Successivamente il Papa Innocenzo III (1198-1216) riedificò l’intera scola saxonum nel 1198 (su pogetto pobabilmente di Marchionne d’Arezzo secondo indicazioni del Vasari) dopo che il re Giovanni senza terra (Successo a Re Riccado Cuor di Leone) aveva confermato al Papa le donazioni per il nuovo ospedale e l’elemosina perpetua per i poveri e gli ammamalati (donazione del Regno di Inghiterra e d’Irlanda da parte del re Giovanni Senza Terra al papa Innocenzo III il 3 ottobre 1213). Il Papa affidò la nuova struttura a Guido di Montpellier ed al suo ordine laico ospedaliero. Il Papa desiderava costruire un serie di ospedali in tutta Europa sulla scia del Santo Spirito e sotto il controllo della Santa Sede. La struttura innocenziana ospitava oltre agli ammalati i poveri, i ricchi (ques’ultimi all’ingresso dovevano lasciare i loro beni all’ospedale), le prostitute pentite e i neonati che venivano abbandonati. Un periodo di decadenza della zona fu causato dal forzato esilio dei Papi ad Avignone (1302 1377) e dallo Scisma di Occidente (1409 - 1415). I Papi continuavano a elargire benefici all’ospedale. Solo successivamente con il Papa Eugenio IV e con il Papa Nicolo V che commise a Leon Battista Alberti il recupero della zona, si incominciò a riedificare nella città leoniana anche a seguito del devastoso incendio che rovinò irreparabimente l’ospedale e la Chiesa nel 1470. Solo pochi anni addietro il Papa Eugenio IV, a seguito di scorribande e di distruzioni rifondò la scola saxonum ponendosi come Commendatore, carica principale nell’ordine Cardinalizio, ed istituendo la Confraternita con un liber Fraternitatis, firmato anche dal Papa Giovanni Paolo II.

Nel periodo rinascimentale, con i Papi Sisto IV e Sito V, la città leoniana divenne un Rione di Roma e fu provveduto ad riorganizzare la struttura viaria ed a provvedere l’edificazione di case dedicata alle abitazioni e alla curia. Nel 1473, il Papa Sisto IV riedificò il complesso del Santo Spirto. I periodi cupi però non erano ancora terminati. Sotto il Papa Clemente VII le truppe di Carlo di Borbona (Carlo V) devastarono la zona e sterminarono gli abitanti e i malati della zona. Il Papa rifugiatosi nel Castel Sant’Angelo attraverso il passetto, resistette per 7 mesi fino alla capitolazione. In quel periodo incominciarono i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro a cui parteciparono Antonio da Sangallo il Giovane e Michelangelo. il Rione Borgo subì nuovamente dai cambiamenti a causa della necessaria fortificaizione voluta dal Papa Paolo III nel 1538 per proteggere Roma dalle orde di Barbarossa. Sempre sotto il pontificato di Papa Paolo III la Chiesa di Santo Spirito in Sassia venne riedificata e spostata di assetto girata verso la nuova basilica pietrina assumendo il nome di Santo Spirito in Sassia (consacrata nel 1568 probabilmente). Le opere di fortificazione furono portate avanti da Papa Pio IV (1559 - 1565), a seguito dei rischio dell’attacco dei turchi, che portò ad espandere Borgo fino al bastione del Belvedere, collegato con le nuove fortificazioni. La città leoniana divenne quindi la civitas pia. Nella seconda metà del 500 si provvide anche alla decorazione della Basilica di San Pietro, in particolare della Piazza antistante che venne allargata, alla sistemazione della Chiesa di Santo Spirito in Sassia e alla costruzione del Palazzo del Commendatore di Santo Spirito ubicato tra la Chiesa e l’Ospedale. Con il Papa Sisto V, il papa urbanista, furno portati avanti i lavori della nuova Basilica di San Pietro (di cui la realizzazione della Volta e lo spostamento dell’obeliso del Circo di Gaiano (Circo di Nerone) nella Piazza San Pietro a cui venne dedicato sempre maggiore spazio con l’abbattimento delle case fino alla definitiva realizzazione dell’attuale Piazza ad opera del Bernini nel 1657). Il periodo compreso tra il Seicento ed il Settecento ha visto la maggiore estensione del complesso del Santo Spirito con la costruzione di nuove corsie dell’ospedale (come la corsia costruita dal Bernini in perpendicolare alla sala ottagonale delle altre due corsie sistine con la realizzazione dei portali momumentali. Nell’Ottocento, prima dell’annesione al nuovo Stato d’Italia, vennero effettuato molti lavori di restauro da Francesco Azzurri per volontà del Papa Pio IX adeguando la struttura alle più avanzate teorie sulla funzionalità assistenziale. A seguito dell’annessione allo Stato italiano profonde trasformazioni scombussolarono il rione Borgo annesso poi al nascente quartiere di Prati verso il quale furono aperte delle porte nelle mura del passetto di Castel Sant’Angelo. Vennero demoliti edifici storici come il palazzo del Borgo Vecchio e Nuovo, la costruzione dei muraglioni per arginare le esondazioni del Tevere e il via ai lavori che portano alla realizzazione di Via Conciliazione per l’Anno Santo del 1950.

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