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	<title>SANTUARIO DELLA DIVINA MISERICORDIA</title>
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	<description>Sito del Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia in Roma, e dei Centri di Spiritualit&#224; della Divina Misericordia in Italia.</description>
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		<title>Cenni Storici della Chiesa di Santo Spirito in Sassia</title>
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		<description>Cenni Storici della Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Fonte : Santo Spito in Saxia edito da Palombi editore. &lt;br /&gt;Vaticano deriva dalla parola latina ager vaticanus che indicava la zona oltre il tevere dove risiedevano i vaticini etruschi, zona sacra per gli etruschi anche se paludosa. Due strade attraversavano la zona : la triumphalis (nel medioevo la via francigena) e la via cornelia collegamento cassa-aurelia sulla quale i romani costruirono numerosi monumenti funebri. La palude fu sanata da (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/arton1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;470&quot; height=&quot;271&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;Cenni Storici della Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Fonte : Santo Spito in Saxia edito da Palombi editore.&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vaticano deriva dalla parola latina ager vaticanus che indicava la zona oltre il tevere dove risiedevano i vaticini etruschi, zona sacra per gli etruschi anche se paludosa.
Due strade attraversavano la zona : la triumphalis (nel medioevo la via francigena) e la via cornelia collegamento cassa-aurelia sulla quale i romani costruirono numerosi monumenti funebri. La palude fu sanata da Augusto e trasformata con giardni ed orti. Fece costruire il ponte triumphalis distrutto poi dai romani per esigenze belliche 404-423 dC.
Nel 113 134 dC l'imperatore Adriano fece costruire la mole adriana per la sua sepoltura.
Nella zona dove adesso rimane la basilica vaticana era stata costruito il circo di gaiano e nella zona dove adesso si sviluppa il quartiere prati era stato costruito un ippodromo per le corse dei cavalli.
Successivamente l'imperatore Costantino, convertitosi al cristianesimo fece costruire un grande tempio dedicato a San Pietro Apostolo attorno alla quale, con il tempo, si svilupparono le scholae ovvero strutture per accogliere i sempre pi&#249; numerosi pellegrini e fedeli che andavano alla tomba di Pietro. L'intera zona vaticana nel IX secolo divenne borgo.
Le scholae erano quindi albergo, ospizio, ospedale, chiesa, cimitero per i loro connazionali.
&lt;span class='spip_document_116 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:377px;' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L377xH395/British_isles_1-b9291.jpg' width='377' height='395' alt=&quot;Piantina dell'Inghilterra ai tempi del Re Cedwalla&quot; title=&quot;Piantina dell'Inghilterra ai tempi del Re Cedwalla&quot; style='height:395px;width:377px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;La prima nazione a costruire la schola quella de Sassoni fu nel 727 dC circa grazie alla donazione del terreno che Papa Gregorio II fece a Re Sassone Cedwalla prima e poi al suo successore Ina, terreno compreso tra il limite del colle palatium (delimitato dalla via triumphalis che continuava verso l'attuale trastevere, e il mausoleo di augusto con i suo ponte. Successivamente i longobardi e poi i frisoni (olandesi 754 o 797), ungheresi e ed armeni (&gt;1000) costruirono le loro scholae.
La zona vaticana era un territorio staccato dalla citt&#224; della riva sinistra e maggiornamente assoggettata alle invasioni degli eserciti barbarici prima e pro o contro il papa dopo. Strategicamente importante era il ponte di Castel Sant'Angelo che collegava la riva vaticana alla citt&#224; di Roma testa di ponte per la conquista della citt&#224; eterna. (il ponte che collegava la via triumphalis a Roma venne abbattuto dai romani proprio per ridurre i possibili attacchi dei barbari che, accampati sulla riva destra, assediavano la capitale.
Nell'846 e 849 orde dei saraceni convinse Carlo Magno e Lotario (re d'Italia) e il Papa Leone IV a fortificare la zona (le precedenti fortificazione di Leone III furono distrutte dai cittadini romani). Venne a formarsi cos&#236; la cittadella Leoniana, fulcro religioso e politico che dal XV sec ad oggi ha subito continue trasformazioni.
Le vie pricipali della citt&#224; leoniana (verso Roma) erano la via dei portici (attuale via conciliazione da Castel Sant'Angelo collegava alla Basilica San Pietro) e una vita, indicata nei documenti antichi come l'attuale Via di Borgo Santo Spirito che collegava il porto maggiore che dava sul tevere, usato per lo scarico delle merci necessario a sostener le varie scholae. La via triumphalis attraversava la citt&#224; leoniana e, passando affianco alla Chiesa e per la porta di Santo Spirito, portava a Trastevere. Strada percorsa in particolare dai pellegrini che in occasione dei grandi giubilei (dopo l'edificazione del porto di Ripa - sec XIV) ai tempi di Papa Giulio II, che aveva provveduto a trasformare il nome della Via da Settimiana a Via della Lungara, arrivavano a Roma.
La Chiesa venne edificata da Papa Leone IV grazie ai soldi derivanti dalla tassa che Offa, successore di Ina, aveva imposto ai nobili el suo regno (remescot) e consacr&#242; la Chiesa a Sancta Dei Genitrix (con l'aggiunta in Sassia). Il Papa inoltre apr&#236; la porta di Santo Spirito.
il termine in Sassia pass&#242; presto al ponte neroniano (i cui resti sono ancora visibili quando il Tevere &#232; pi&#249; secco).
Dopo il 1066, quando con la battaglia di Hastings i normanni sconfissero i Sassoni, l'afflusso dei pellegrini sassoni si rudusse insieme con le offerte. L'intera Scola Saxonum incominci&#242; a degradarsi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_118 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:252px;' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L252xH625/InnocenzoIII-480e0.jpg' width='252' height='625' alt=&quot;Scheda del Papa Innocenzo III&quot; title=&quot;Scheda del Papa Innocenzo III&quot; style='height:625px;width:252px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;Successivamente il Papa Innocenzo III (1198-1216) riedific&#242; l'intera scola saxonum nel 1198 (su pogetto pobabilmente di Marchionne d'Arezzo secondo indicazioni del Vasari) dopo che il re Giovanni senza terra (Successo a Re Riccado Cuor di Leone) aveva confermato al Papa le donazioni per il nuovo ospedale e l'elemosina perpetua per i poveri e gli ammamalati (donazione del Regno di Inghiterra e d'Irlanda da parte del re Giovanni Senza Terra al papa Innocenzo III il 3 ottobre 1213).
Il Papa affid&#242; la nuova struttura a Guido di Montpellier ed al suo ordine laico ospedaliero. Il Papa desiderava costruire un serie di ospedali in tutta Europa sulla scia del Santo Spirito e sotto il controllo della Santa Sede. La struttura innocenziana ospitava oltre agli ammalati i poveri, i ricchi (ques'ultimi all'ingresso dovevano lasciare i loro beni all'ospedale), le prostitute pentite e i neonati che venivano abbandonati.
Un periodo di decadenza della zona fu causato dal forzato esilio dei Papi ad Avignone (1302 1377) e dallo Scisma di Occidente (1409 - 1415). I Papi continuavano a elargire benefici all'ospedale. Solo successivamente con il Papa Eugenio IV e con il Papa Nicolo V che commise a Leon Battista Alberti il recupero della zona, si incominci&#242; a riedificare nella citt&#224; leoniana anche a seguito del devastoso incendio che rovin&#242; irreparabimente l'ospedale e la Chiesa nel 1470. Solo pochi anni addietro il Papa Eugenio IV, a seguito di scorribande e di distruzioni rifond&#242; la scola saxonum ponendosi come Commendatore, carica principale nell'ordine Cardinalizio, ed istituendo la Confraternita con un liber Fraternitatis, firmato anche dal Papa Giovanni Paolo II.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_117 spip_documents spip_documents_right' style='float:right; width:202px;' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L202xH479/SistoIV-8c77a.jpg' width='202' height='479' alt=&quot;Scheda del Papa Sisto IV&quot; title=&quot;Scheda del Papa Sisto IV&quot; style='height:479px;width:202px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;Nel periodo rinascimentale, con i Papi Sisto IV e Sito V, la citt&#224; leoniana divenne un Rione di Roma e fu provveduto ad riorganizzare la struttura viaria ed a provvedere l'edificazione di case dedicata alle abitazioni e alla curia. Nel 1473, il Papa Sisto IV riedific&#242; il complesso del Santo Spirto. I periodi cupi per&#242; non erano ancora terminati. Sotto il Papa Clemente VII le truppe di Carlo di Borbona (Carlo V) devastarono la zona e sterminarono gli abitanti e i malati della zona. Il Papa rifugiatosi nel Castel Sant'Angelo attraverso il passetto, resistette per 7 mesi fino alla capitolazione.
In quel periodo incominciarono i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro a cui parteciparono Antonio da Sangallo il Giovane e Michelangelo.
il Rione Borgo sub&#236; nuovamente dai cambiamenti a causa della necessaria fortificaizione voluta dal Papa Paolo III nel 1538 per proteggere Roma dalle orde di Barbarossa.
Sempre sotto il pontificato di Papa Paolo III la Chiesa di Santo Spirito in Sassia venne riedificata e spostata di assetto girata verso la nuova basilica pietrina assumendo il nome di Santo Spirito in Sassia (consacrata nel 1568 probabilmente).
Le opere di fortificazione furono portate avanti da Papa Pio IV (1559 - 1565), a seguito dei rischio dell'attacco dei turchi, che port&#242; ad espandere Borgo fino al bastione del Belvedere, collegato con le nuove fortificazioni. La citt&#224; leoniana divenne quindi la civitas pia.
Nella seconda met&#224; del 500 si provvide anche alla decorazione della Basilica di San Pietro, in particolare della Piazza antistante che venne allargata, alla sistemazione della Chiesa di Santo Spirito in Sassia e alla costruzione del Palazzo del Commendatore di Santo Spirito ubicato tra la Chiesa e l'Ospedale.
Con il Papa Sisto V, il papa urbanista, furno portati avanti i lavori della nuova Basilica di San Pietro (di cui la realizzazione della Volta e lo spostamento dell'obeliso del Circo di Gaiano (Circo di Nerone) nella Piazza San Pietro a cui venne dedicato sempre maggiore spazio con l'abbattimento delle case fino alla definitiva realizzazione dell'attuale Piazza ad opera del Bernini nel 1657).&lt;/p&gt;
&lt;dl class='spip_document_110 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:163px;'&gt;
&lt;dt&gt;&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L163xH222/Leon_Battista_Alberti_1-5e23c.jpg' width='163' height='222' alt='JPG - 47.2 ko' style='height:222px;width:163px;' class='' /&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:163px;'&gt;&lt;strong&gt;Leon Battista Alberti&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il periodo compreso tra il Seicento ed il Settecento ha visto la maggiore estensione del complesso del Santo Spirito con la costruzione di nuove corsie dell'ospedale (come la corsia costruita dal Bernini in perpendicolare alla sala ottagonale delle altre due corsie sistine con la realizzazione dei portali momumentali.
Nell'Ottocento, prima dell'annesione al nuovo Stato d'Italia, vennero effettuato molti lavori di restauro da Francesco Azzurri per volont&#224; del Papa Pio IX adeguando la struttura alle pi&#249; avanzate teorie sulla funzionalit&#224; assistenziale. A seguito dell'annessione allo Stato italiano profonde trasformazioni scombussolarono il rione Borgo annesso poi al nascente quartiere di Prati verso il quale furono aperte delle porte nelle mura del passetto di Castel Sant'Angelo. Vennero demoliti edifici storici come il palazzo del Borgo Vecchio e Nuovo, la costruzione dei muraglioni per arginare le esondazioni del Tevere e il via ai lavori che portano alla realizzazione di Via Conciliazione per l'Anno Santo del 1950.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Come raggiungere la Chiesa di Santo Spirito in Sassia</title>
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		<description>Indicazioni utili per poter raggiungere la Chiesa di Santo Spirito in Sassia &lt;br /&gt;La Chiesa di Santo Spirito in Sassia &#232; situata nelle vicinanze della Basilica di San Pietro in Vaticano. Gurdando la Basilica petrina da Via della Conciliazione la Chiesa di Santo Spirtio riamane nella via parallela alla sinistra (Borgo Santo Spirito). L'elegante facciata bianca che si erge sopra una larga scalinata &#232; facilmente visibile. &lt;br /&gt;In macchina : &lt;br /&gt;seguire le indicazioni per Vatcano, San Pietro e una volta giunti (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/arton2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;594&quot; height=&quot;421&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;Indicazioni utili per poter raggiungere la Chiesa di Santo Spirito in Sassia&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa di Santo Spirito in Sassia &#232; situata nelle vicinanze della Basilica di San Pietro in Vaticano. Gurdando la Basilica petrina da Via della Conciliazione la Chiesa di Santo Spirtio riamane nella via parallela alla sinistra (Borgo Santo Spirito). L'elegante facciata bianca che si erge sopra una larga scalinata &#232; facilmente visibile.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;In macchina :&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;seguire le indicazioni per Vatcano, San Pietro e una volta giunti a Via della Conciliazione, dopo l&#236;albergo Colombus svoltare alla prima a sinistra.
E&#236; possibile parcheggiare nelle vicianze della Chiesa. La zona Borgo non fa parte dello Zona a traffico Limitato (ZTL) quindi potete arrivarci agevolmente.
La vicinanza del Parcheggio del Gianicolo permette inoltre la comodit&#224; di poter parcheggiare, a lunga sosta, in modo sicuro la vostra autovettura.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Mezzi Pubblici :&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Arrivare a Santo Spirito in Sassia usanto i mezzi pubblici &#232; facilissimo. La zona &#232; molto servita.
Se venite dala Stazione Termini, potete :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;1) prendere la METRO A e scondere a OTTAVIANO, SAN PIETRO. Da l&#236; potete proseguire a pedi fino a Piazza San Pietro. Sucessivamente, uscendo dalla pizza (lasciando quini la basilica alla vostre spalle) tenetevi a destra e salite per Borgo Santo Spirito. Percorrendo la strada noterete spuntare la facciata bianca della Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;2) prendere l&#236;autobus 40 (linea espressa) e scondere al capolinea in Via della Traspontine. Da l&#236; dirigetevi a Via Conciliazione e, prima o dopo l'hotel columbus svoltate a sinistra per entrare a Borgo Santo Spirito.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3) prendere l'autobus 64 e scendere a Lungotevere in Sassia. Alla fermata siete praticamente alle spalle della Chiesa. Continuate diritti fino al semaforo e portatevi a destra. Continuando a costeggiare la destra arriverete alla Porta di Santo Spirito. Entrare ed ariverete a Via dei Penitenzieri. Continuate fino al civico 12, se volete passare per la sacrestia, oppure continuando dirtto sfocerete in Largo Ildbrando Gergori dove si sviluppa il sagrato della Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Se venite da Piazza Venezia potete :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;1) prendre il 64 e il 40 alla fermata in Largo Argentina.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;2) prendere il 46 a Piazza San Marco, al capolinea, e scendere a Lungotevere in Sassia. Alla fermata siete praticamente alle spalle della Chiesa. Continuate diritti fino al semaforo e portatevi a destra. Continuando a costeggiare la destra arriverete alla Porta di Santo Spirito. Entrare ed ariverete a Via dei Penitenzieri. Continuate fino al civico 12, se volete passare per la sacrestia, oppure continuando dirtto sfocerete in Largo Ildbrando Gergori dove si sviluppa il sagrato della Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3) prendere il 571 a Largo Argentina e scondere a Lugotevere in Sassia. Alla fermata siete praticamente alle spalle della Chiesa. Continuate diritti fino al semaforo e portatevi a destra. Continuando a costeggiare la destra arriverete alla Porta di Santo Spirito. Entrare ed ariverete a Via dei Penitenzieri. Continuate fino al civico 12, se volete passare per la sacrestia, oppure continuando dirtto sfocerete in Largo Ildbrando Gergori dove si sviluppa il sagrato della Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4) prendere il 916 e scendere a Lungotevere in Sassia. Alla fermata siete praticamente alle spalle della Chiesa. Continuate diritti fino al semaforo e portatevi a destra. Continuando a costeggiare la destra arriverete alla Porta di Santo Spirito. Entrare ed ariverete a Via dei Penitenzieri. Continuate fino al civico 12, se volete passare per la sacrestia, oppure continuando dirtto sfocerete in Largo Ildbrando Gergori dove si sviluppa il sagrato della Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Possono tornarvi utili i siti :
&lt;a href=&quot;http://www.tuttocitta.it&quot; class=&quot;spip_url spip_out&quot;&gt;www.tuttocitta.it&lt;/a&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.atac.roma.it&quot; class=&quot;spip_url spip_out&quot;&gt;www.atac.roma.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;per calcolare il percorso pi&#249; adatto per arrivare con gli autobus o la ferrovia metropolitana concessa FM3 (roma&lt;-&gt; Viterbo) con fermata San Pietro.
maps.google.it/&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Mappe&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/png/Immagine_1.png&quot; class=&quot;spip_in&quot;&gt;&#171; Mappa delle linee dell'autobus adiacenti a Santo Spirito &#187;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/png/Immagine_2.png&quot; class=&quot;spip_in&quot;&gt;&#171; Piantina stradale della zona &#187;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/pdf/ferrovie_metropolitane.pdf&quot; class=&quot;spip_in&quot;&gt;&#171; Mappa dei traporti pubblici su rotaia &#187;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/pdf/romacitta.pdf&quot; class=&quot;spip_in&quot;&gt;&#171; Mappa del trasporto pubblico del centro di Roma &#187;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Contatti e riferimenti utili </title>
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		<description>Contatti e riferimenti utili della Chiesa di Santo Spirito in Sassia.

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		&lt;div class='rss_chapo'&gt;Contatti e riferimenti utili della Chiesa di Santo Spirito in Sassia.&lt;/div&gt;
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&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L514xH748/Immagine_1-2-53585.png' width='514' height='748' alt=&quot;&quot; style='height:748px;width:514px;' class=' format_png' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>L'immagine della Divina Misericordia</title>
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		<description>LE FORME DEL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA &lt;br /&gt;L'immagine di Ges&#249; Misericordioso &lt;br /&gt;Il modello &#232; stato mostrato dallo stesso Ges&#249; nella visione che Santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Plock. &lt;br /&gt;&#171; La sera, stando nella mia cella &#8211; scrisse nel Diario &#8211; vidi il Signore Ges&#249; vestito di una veste bianca : una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. (&#8230;) Dopo un (...)


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&lt;a href="http://www.divinamisericordia.it/spip.php?rubrique16" rel="directory"&gt;Il Culto alla Divina Misericordia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.divinamisericordia.it/spip.php?mot4" rel="tag"&gt;sezioni_della_pagina_una&lt;/a&gt;

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;LE FORME DEL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'immagine di Ges&#249; Misericordioso&lt;/p&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_19 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:326px;' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L326xH567/cappellaGesuMisericordioso-Roma-bfabb.jpg' width='326' height='567' alt=&quot;Cappella di Ges&#249; Misericordioso&quot; title=&quot;Cappella di Ges&#249; Misericordioso&quot; style='height:567px;width:326px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;Il modello &#232; stato mostrato dallo stesso Ges&#249; nella visione che Santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Plock.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; La sera, stando nella mia cella &#8211; scrisse nel Diario &#8211; vidi il Signore Ges&#249; vestito di una veste bianca : una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. (&#8230;) Dopo un istante Ges&#249; mi disse : &#171; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto : Ges&#249; confido in Te !&lt;/strong&gt; &#187; (Diario, p. 74). (&#8230;)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Voglio che l'immagine (&#8230;) venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua ; questa domenica deve essere la festa della Misericordia&lt;/strong&gt; &#187; (Diario, p. 75).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il significato di questo quadro &#232; strettamente legato alla liturgia di quella domenica. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l'apparizione di Ges&#249; risorto nel Cenacolo e l'istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29). L'immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati, a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell'acqua, che scaturiscono dal cuore di Ges&#249; trafitto dalla lancia, e le cicatrici delle ferite della crocifissione, riportano agli avvenimenti del Venerd&#236; Santo (Gv 19, 17 18 ; 33-37). L'immagine di Ges&#249; Misericordioso unisce in s&#233; questi due episodi evangelici che ci parlano dell'amore di Dio per l'uomo.
Nell'immagine di Cristo vi sono i due raggi. Santa Faustina chiede a Ges&#249; il significato di questi raggi, e Ges&#249; lo spiega :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime ; il raggio rosso rappresenta il Sangue che &#232; la vita delle anime. (&#8230;) Beato colui che vivr&#224; alla loro ombra&lt;/strong&gt; &#187; (Diario, p. 235).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'anima &#232; purificata dal sacramento del battesimo e della penitenza, mentre il migliore nutrimento per essa &#232; l'Eucaristia. Dunque questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico &#232; l'acqua, ed anche la nuova alleanza di Dio con l'uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'immagine di Ges&#249; Misericordioso viene spesso chiamata immagine della Divina Misericordia, perch&#233; nel mistero pasquale di Cristo si &#232; rivelato pi&#249; chiaramente l'amore di Dio per l'uomo. Il quadro non solo rappresenta la misericordia di Dio, ma induce a rammentare il dovere della fiducia cristiana nei confronti di Dio e la carit&#224; attiva verso il prossimo. Nella parte inferiore del quadro &#8211; per volont&#224; di Cristo &#8211; si trovano scritte le parole &#171; Ges&#249;, confido in Te &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa immagine &#8211; ha detto inoltre Ges&#249; &#8211; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poich&#233; anche la fede pi&#249; forte non serve a nulla senza le opere&lt;/strong&gt; &#187; (Diario, p. 457).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ges&#249; ha fatto grandi promesse per coloro che venerano l'immagine di Ges&#249; Misericordioso : la salvezza eterna, progressi nel cammino verso la perfezione cristiana, la grazia di una morte felice e le altre grazie, se gli uomini le chiederanno con fiducia. &#171; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Attraverso questa immagine conceder&#242; molte grazie alle anime, perci&#242; ogni anima deve poter accedere ad essa&lt;/strong&gt; &#187; (Diario, p. 379).&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Collegamenti ad altri articoli correlati :&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/spip.php?article444&quot; class=&quot;spip_in&quot;&gt;Omelia del 22 Febbraio 2011 Festa dell'Immagine di Ges&#249; Misericordioso&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>La Festa della Divina Misericordia</title>
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		<dc:date>2008-09-11T16:23:33Z</dc:date>
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		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>Giovanni Piccardi</dc:creator>


		<dc:subject>Domenica della Divina Misericordia</dc:subject>

		<description>La Festa della Domenica della Divina Misericordia &lt;br /&gt;La Festa della Divina Misericordia occupa il posto pi&#249; importante tra tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia che sono state rivelate a Santa Faustina. Per la prima volta Ges&#249; le ha parlato dell'istituzione di questa festa a Plock nel 1931, quando le trasmise la sua volont&#224; riguardo all'immagine : &lt;br /&gt;&#171; Io desidero che vi sia una festa della Misericordia : voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente (...)


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&lt;a href="http://www.divinamisericordia.it/spip.php?rubrique16" rel="directory"&gt;Il Culto alla Divina Misericordia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.divinamisericordia.it/spip.php?mot24" rel="tag"&gt;Domenica della Divina Misericordia&lt;/a&gt;

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/arton5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;402&quot; height=&quot;267&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;La Festa della Domenica della Divina Misericordia&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Festa della Divina Misericordia occupa il posto pi&#249; importante tra tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia che sono state rivelate a Santa Faustina. Per la prima volta Ges&#249; le ha parlato dell'istituzione di questa festa a Plock nel 1931, quando le trasmise la sua volont&#224; riguardo all'immagine :&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Io desidero che vi sia una festa della Misericordia : voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua ; questa domenica deve essere la festa della Misericordia&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p. 75).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scelta della prima domenica dopo Pasqua come festa della misericordia ha un suo profondo significato teologico, che indica un forte legame tra il mistero pasquale della Redenzione e il mistero della Divina Misericordia. Questo legame &#232; sottolineato ulteriormente dalla Novena alla Divina Misericordia, che precede la festa e inizia il Venerd&#236; Santo e durante la quale si recita la Coroncina. La festa non &#232; soltanto un giorno di particolare adorazione di Dio nel mistero della misericordia, ma &#232; un tempo di grazia per tutti gli uomini.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Desidero&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#8211; ha detto Ges&#249; &#8211; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p. 440).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione. Concedo loro l'ultima tavola di salvezza, cio&#232; la festa della Mia Misericordia. Se non adoreranno la Mia Misericordia, periranno per sempre&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p. 561).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Ges&#249; ha legato ad essa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;In quel giorno, chi si accoster&#224; alla sorgente della vita&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#8211; ha detto Cristo &#8211; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;questi conseguir&#224; la remissione totale delle colpe e delle pene&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p. 235).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverser&#242; tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. (&#8230;) Nessun'anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p. 441).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per ottenere questi grandi doni bisogna adempiere alle condizioni del Culto alla Divina Misericordia (fiducia nella bont&#224; di Dio e carit&#224; attiva verso il prossimo), essere in stato di grazia (dopo la confessione) e ricevere degnamente la santa Comunione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Nessun'anima trover&#224; giustificazione finch&#233; non si rivolger&#224; con fiducia alla Mia Misericordia e perci&#242; la prima domenica dopo Pasqua deve essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt; &#187; (Diario, p.378).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



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		<title>La Coroncina alla Divina Misericordia</title>
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		<dc:date>2008-09-11T16:40:42Z</dc:date>
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		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>Giovanni Piccardi</dc:creator>



		<description>La Coroncina alla Divina Misericordia &lt;br /&gt;La coroncina alla Divina Misericordia &#232; stata dettata da Ges&#249; a Santa Faustina a Vilnius il 13-14 settembre 1935 come preghiera per placare l'ira di Dio (Diario, pp. 327-329). Chi recita questa coroncina offre a Dio Padre &#171; il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinit&#224; &#187; di Ges&#249; Cristo per implorare misericordia per i propri peccati, del prossimo e del mondo intero, ma allo stesso tempo unendosi all'offerta di Ges&#249; si rivolge a quell'amore che il Padre celeste dona (...)


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&lt;a href="http://www.divinamisericordia.it/spip.php?rubrique16" rel="directory"&gt;Il Culto alla Divina Misericordia&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/arton6.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;197&quot; height=&quot;396&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;La Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span class='spip_document_26 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:321px;' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L321xH483/sassia_2007_032_1-27bdf.jpg' width='321' height='483' alt=&quot;&quot; style='height:483px;width:321px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;La coroncina alla Divina Misericordia &#232; stata dettata da Ges&#249; a Santa Faustina a Vilnius il 13-14 settembre 1935 come preghiera per placare l'ira di Dio (Diario, pp. 327-329).
Chi recita questa coroncina offre a Dio Padre &#171; il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinit&#224; &#187; di Ges&#249; Cristo per implorare misericordia per i propri peccati, del prossimo e del mondo intero, ma allo stesso tempo unendosi all'offerta di Ges&#249; si rivolge a quell'amore che il Padre celeste dona a suo Figlio, e in Lui a tutti gli uomini. Con questa preghiera si chiede pure &#171; la misericordia per noi e per il mondo intero &#187; e quindi si compie un atto di misericordia. Con una totale fiducia in Dio e con l'adesione alla sua volont&#224;, i fedeli possono attendersi il compimento delle promesse di Cristo, in particolare di quelle che riguardano l'ora della morte : la grazia della conversione e di una morte serena. Le otterranno non solo le persone che reciteranno questa coroncina, ma anche l'agonizzante accanto al quale essa ver- r&#224; recitata. &#171; Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina &#8211; ha detto Ges&#249; &#8211; si placa l'ira di Dio e l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima &#187; (Diario, p. 487). La promessa generale dice : &#171; Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ci&#242; che mi chiederanno &#187; (Diario, p. 806). &#171; Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi &#232; conforme alla Mia volont&#224; &#187; (Diario, p. 897). Tutto ci&#242; infatti che &#232; in disaccordo con la volont&#224; di Dio non &#232; un bene per l'uomo, ed in particolare per la sua felicit&#224; eterna. &#171; Con la recita della coroncina &#8211; ha detto in un altro momento Ges&#249; &#8211; avvicini a Me il genere umano &#187; (Diario, p. 543).
&#171; La Mia Misericordia avvolger&#224; in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina &#187; (Diario, p.463).
&lt;span class='spip_document_22 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L520xH433/pagellina-coroncina-cbf9b.jpg' width='520' height='433' alt=&quot;La Coroncina alla Divina Misericordia&quot; title=&quot;La Coroncina alla Divina Misericordia&quot; style='height:433px;width:520px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Registrazione Audio del Canto della Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Da ascoltare direttamente dal sito internet :&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;dl class='spip_document_581 spip_documents' &gt; &lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;Canto della Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dd class='spip_doc_descriptif' style='width:120px;'&gt;Registrazione audio del Canto della della Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/dd&gt;
&lt;dd class='spip_doc_descriptif' style='width:120px;'&gt; &lt;object id=&quot;audioplayer581&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; data=&quot;plugins/Lecteur_multimedia/lecteur_multimedia/neoplayer_maxi.swf&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;20&quot;&gt;
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&lt;span&gt;&lt;a href='http://www.divinamisericordia.it/IMG/mp3/ora_misericordia.mp3' rel='enclosure'&gt;IMG/mp3/ora_misericordia.mp3&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/object&gt; &lt;/dd&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;Da scaricare sul proprio computer :&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;dl class='spip_document_581 spip_documents' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/mp3/ora_misericordia.mp3&quot; title='MP3 - 13.7 Mo' type=&quot;audio/mpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L52xH52/mp3-b737d.png' width='52' height='52' alt='MP3 - 13.7 Mo' style='height:52px;width:52px;' class=' format_png' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;Canto della Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dd class='spip_doc_descriptif' style='width:120px;'&gt;Registrazione audio del Canto della della Coroncina alla Divina Misericordia&lt;/dd&gt;
&lt;/dl&gt;
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		<title>L'ora della Misericordia </title>
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		<dc:creator>Giovanni Piccardi</dc:creator>



		<description>L'ora della Misericordia &lt;br /&gt;Nell'ottobre 1937 a Cracovia, Ges&#249; disse a Santa Faustina di venerare l'ora della sua morte. &#171; Ogni volta che senti l'orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola ; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poich&#233; fu in quell'ora che venne spalancata per ogni anima &#187; (Diario, p.820). Poi, aggiunse : &#171; Figlia Mia, in quell'ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo (...)


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&lt;div class='spip_descriptif'&gt;Scrvi cosa pensi di questo articolo, se ti &#232; stato utile, se &#232; stato chiaro, cosa cambieresti, cosa vorresti in pi&#249; ?&lt;/div&gt; &lt;form method='post' action='spip.php?page=backend#form3' enctype='multipart/form-data'&gt; &lt;div&gt; &lt;input name='page' value='backend' type='hidden' /&gt; &lt;input type='hidden' name='ajout_reponse' value='3' /&gt; &lt;input type='hidden' name='id_donnee' value='0' /&gt; &lt;input type='hidden' name='retour_form' value='' /&gt; &lt;input type='hidden' name='ajout_cookie_form' value='oui' /&gt; &lt;/div&gt; &lt;div &gt; &lt;fieldset&gt;&lt;legend&gt;La tua opinione&lt;/legend&gt; &lt;div class='spip_form_champ email_1'&gt; &lt;span class='spip_form_label'&gt; &lt;label for=&quot;input-3-email_1&quot;&gt;la tua e-mail&lt;/label&gt; : &lt;/span&gt; &lt;span class='spip_form_label_details'&gt;Veuillez entrer une adresse e-mail valide (de type vous@fournisseur.com).&lt;/span&gt; &lt;input type=&quot;text&quot; name='email_1' id='input-3-email_1' value=&quot;&quot; class=' email formo' size='40' /&gt; &lt;span class='nettoyeur'&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class='spip_form_champ fichier_1'&gt; &lt;span class='spip_form_label'&gt; &lt;label for=&quot;input-3-fichier_1&quot;&gt;Invia materiale&lt;/label&gt; : &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;formInfo&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/spip.php?page=forms_tip&amp;id_form=3&amp;champ=fichier_1&amp;width=200&quot; class=&quot;jTip&quot; id='aide-3-fichier_1'&gt;?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;input type='file' name='fichier_1' id='input-3-fichier_1' class=' fichier formo' size='40' /&gt; &lt;span class='nettoyeur'&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class='spip_form_champ multiple_1'&gt; &lt;span class='spip_form_label'&gt; &lt;span class='label'&gt;Cosa ne pensi di questo articolo ?&lt;/span&gt; &lt;span class='spip_form_label_obligatoire'&gt; [Obligatoire]&lt;/span&gt; : &lt;/span&gt; &lt;input type='hidden' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1' value='' /&gt; &lt;ul class=&quot;spip_form_choix_multiple&quot;&gt; &lt;li&gt; &lt;input type='checkbox' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1_1' value='multiple_1_1' /&gt; &lt;label for='input-3-multiple_1_1'&gt;l'articolo &#232; completo&lt;/label&gt;&lt;/li&gt; &lt;li&gt; &lt;input type='checkbox' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1_2' value='multiple_1_2' /&gt; &lt;label for='input-3-multiple_1_2'&gt;l'articolo non &#232; chiaro&lt;/label&gt;&lt;/li&gt; &lt;li&gt; &lt;input type='checkbox' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1_3' value='multiple_1_3' /&gt; &lt;label for='input-3-multiple_1_3'&gt;l'articolo &#232; chiaro&lt;/label&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt; &lt;ul class=&quot;spip_form_choix_multiple&quot;&gt; &lt;li&gt; &lt;input type='checkbox' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1_4' value='multiple_1_4' /&gt; &lt;label for='input-3-multiple_1_4'&gt;l'articolo &#232; confuso&lt;/label&gt;&lt;/li&gt; &lt;li&gt; &lt;input type='checkbox' name='multiple_1[]' id='input-3-multiple_1_5' value='multiple_1_5' /&gt; &lt;label for='input-3-multiple_1_5'&gt;non serve a niente&lt;/label&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt; &lt;span class='nettoyeur'&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class='spip_form_champ texte_2'&gt; &lt;span class='spip_form_label'&gt; &lt;label for=&quot;input-3-texte_2&quot;&gt;Le tue annotazioni&lt;/label&gt; : &lt;/span&gt; &lt;textarea name='texte_2' rows='10' class='formo ' cols='55' id='input-3-texte_2'&gt;&lt;/textarea&gt; &lt;span class='nettoyeur'&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class='spip_form_champ ligne_1'&gt; &lt;span class='spip_form_label'&gt; &lt;label for=&quot;input-3-ligne_1&quot;&gt;Nome&lt;/label&gt; &lt;span class='spip_form_label_obligatoire'&gt; [Obligatoire]&lt;/span&gt; : &lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;formInfo&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.divinamisericordia.it/spip.php?page=forms_tip&amp;id_form=3&amp;champ=ligne_1&amp;width=200&quot; class=&quot;jTip&quot; id='aide-3-ligne_1'&gt;?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;input type=&quot;text&quot; name='ligne_1' id='input-3-ligne_1' value=&quot;&quot; class=' ligne forml' size='40' /&gt; &lt;span class='nettoyeur'&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;/fieldset&gt; &lt;p style='display:none;'&gt;&lt;label for=&quot;nobotnobot-3&quot;&gt;Veuillez laisser ce champ vide :&lt;/label&gt; &lt;input type=&quot;text&quot; name=&quot;nobotnobot&quot; id=&quot;nobotnobot-3&quot; value=&quot;&quot; size=&quot;10&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style='text-align:right' class='spip_bouton'&gt;&lt;input type=&quot;submit&quot; name='Valider' value=&quot;Valider&quot; /&gt; &lt;/div&gt; &lt;script src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/plugins/forms_et_tables_1_9_1/forms_et_tables_1_9_1/javascript/jtip.js&quot; type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;/script&gt; &lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;!--
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		<title>Diffusione del culto della Divina Misericordia </title>
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		<description>Diffusione del culto della Divina Misericordia &lt;br /&gt;Secondo il teologo prof. R&#243;zycki, la promessa di Ges&#249; si riferisce anche alla diffusione del culto della Divina Misericordia : &#171; Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sar&#242; per loro un giudice, ma Salvatore misericordioso &#187; (Diario, p. 604). L'essenza del culto della Divina Misericordia consiste nell'atteggiamento di (...)


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&lt;img src='http://www.divinamisericordia.it/local/cache-vignettes/L361xH530/timando_1-c1553.jpg' width='361' height='530' alt=&quot;&quot; style='height:530px;width:361px;' class='' /&gt;&lt;/span&gt;Secondo il teologo prof. R&#243;zycki, la promessa di Ges&#249; si riferisce anche alla diffusione del culto della Divina Misericordia : &#171; Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e nell'ora della morte non sar&#242; per loro un giudice, ma Salvatore misericordioso &#187; (Diario, p. 604). L'essenza del culto della Divina Misericordia consiste nell'atteggiamento di cristiana fiducia verso Dio e di attiva carit&#224; verso il prossimo. Ges&#249; richiede fiducia dalle creature (cfr. Diario, p. 597) e opere di carit&#224;, con azioni, parole e preghiera. &#171; Devi mostrare misericordia sempre e ovunque verso il prossimo : non puoi esimerti da questo, n&#233; rifiutarti, n&#233; giustificarti &#187; (Diario, p. 457). Cristo vuole che i Suoi devoti compiano ogni giorno almeno un atto di carit&#224; verso il prossimo. La diffusione del culto della Divina Misericordia non richiede necessariamente molte parole, ma esige fede, fiducia in Dio e misericordia sempre pi&#249; grande. Santa Faustina durante la sua vita dette esempio di tale apostolato. Il culto della Divina Misericordia porta ad un rinnovamento della vita religiosa nella Chiesa, nello spirito di cristiana fiducia e misericordia. Sotto questo aspetto incontriamo nelle pagine del Diario il pensiero di Santa Faustina di una &#171; nuova congregazione &#187;, desiderio manifestatole da Ges&#249; stesso. Questo pensiero ha avuto una certa evoluzione : da un ordine contemplativo diventa un movimento formato sia da congregazioni di vita attiva, che da laici. Questa grande comunit&#224; di persone, che supera le nazionalit&#224;, &#232; un'unica famiglia legata da Dio nel mistero della Sua Misericordia e unita dal desiderio di meditare questo attributo divino nel proprio cuore manifestandolo nelle proprie azioni, per procurare la Sua gloria in tutte le anime. &#200; una comunit&#224; di persone che in modi diversi, a seconda della condizione e della vocazione (sacerdotale, religiosa o di vita nel mondo), vive l'ideale evangelico di fiducia e di misericordia, proclama con la propria vita e la parola l'ineffabile mistero della Divina Misericordia e invoca la Misericordia di Dio per tutto il mondo. La missione di Santa Faustina trova una forte ispirazione nella Sacra Scrittura e si riflette nei documenti della Chiesa, soprattutto nell'enciclica del Santo Padre Giovanni Paolo II Dives in misericordia.&lt;/p&gt; &lt;a name='form3'&gt;&lt;/a&gt;
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		<title>Enciclica &#171; Dives in Misericordia &#187;</title>
		<link>http://www.divinamisericordia.it/spip.php?article9</link>
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		<dc:date>2008-09-11T19:04:10Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>Giovanni Piccardi</dc:creator>



		<description>I &#8211; Chi vede me, vede il Padre (cfr Gv 14,9) &lt;br /&gt;Introduzione Venerati Fratelli, carissimi Figli e Figlie, salute e Apostolica Benedizione ! &lt;br /&gt;1. Rivelazione della misericordia &lt;br /&gt;&#171; Dio ricco di misericordia &#187; (Ef 2,4) &#232; colui che Ges&#249; Cristo ci ha rivelato come Padre : proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv 1,18) (Eb 1,1) Memorabile al riguardo &#232; il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse : &#171; Signore, mostraci il Padre e ci basta &#187; ; (...)


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;I &#8211; Chi vede me, vede il Padre (cfr Gv 14,9)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Introduzione&lt;/strong&gt;
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;
Venerati Fratelli, carissimi Figli e Figlie,
salute e Apostolica Benedizione !&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;1. Rivelazione della misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; Dio ricco di misericordia &#187; (Ef 2,4) &#232; colui che Ges&#249; Cristo ci ha rivelato come Padre : proprio il suo Figlio, in se stesso, ce l'ha manifestato e fatto conoscere. (Gv 1,18) (Eb 1,1) Memorabile al riguardo &#232; il momento in cui Filippo, uno dei dodici apostoli, rivolgendosi a Cristo, disse : &#171; Signore, mostraci il Padre e ci basta &#187; ; e Ges&#249; cos&#236; gli rispose : &#171; Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto... ? Chi ha visto me, ha visto il Padre &#187;. (Gv 14,8) Queste parole furono pronunciate durante il discorso di addio, al termine della cena pasquale, a cui seguirono gli eventi di quei santi giorni durante i quali doveva una volta per sempre trovar conferma il fatto che &#171; Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo &#187;. (Ef 2,4)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Seguendo la dottrina del Concilio Vaticano II e aderendo alle particolari necessit&#224; dei tempi in cui viviamo, ho dedicato l'enciclica Redemptor hominis alla verit&#224; intorno all'uomo, che nella sua pienezza e profondit&#224; ci viene rivelata in Cristo. Un'esigenza di non minore importanza, in questi tempi critici e non facili, mi spinge a scoprire nello stesso Cristo ancora una volta il volto del Padre, che &#232; &#171; misericordioso e Dio di ogni consolazione &#187;. Si legge infatti nella costituzione Gaudium et spes : &#171; Cristo, che &#232; il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione &#187; : egli lo fa &#171; proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore &#187;. Le parole citate attestano chiaramente che la manifestazione dell'uomo, nella piena dignit&#224; della sua natura, non pu&#242; aver luogo senza il riferimento&#8212;non soltanto concettuale, ma integralmente esistenziale a Dio. L'uomo e la sua vocazione suprema si svelano in Cristo mediante la rivelazione del mistero del Padre e del suo amore.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; per questo che conviene ora volgerci a quel mistero : lo suggeriscono molteplici esperienze della Chiesa e dell'uomo contemporaneo ; lo esigono anche le invocazioni di tanti cuori umani, le loro sofferenze e speranze, le loro angosce ed attese. Se &#232; vero che ogni uomo, in un certo senso, &#232; la via della Chiesa, come ho affermato nell'enciclica Redemptor hominis, al tempo stesso il Vangelo e tutta la tradizione ci indicano costantemente che dobbiamo percorrere questa via con ogni uomo cosi come Cristo l'ha tracciata, rivelando in se stesso il Padre e il suo amore. In Ges&#249; Cristo ogni cammino verso l'uomo, quale &#232; stato una volta per sempre assegnato alla Chiesa nel mutevole contesto dei tempi, &#232; simultaneamente un andare incontro al Padre e al suo amore. Il Concilio Vaticano II ha confermato questa verit&#224; a misura dei nostri tempi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quanto pi&#249; la missione svolta dalla Chiesa si incentra sull'uomo, quanto pi&#249; &#232;, per cosi dire, antropocentrica, tanto pi&#249; essa deve confermarsi e realizzarsi teocentricamente, cio&#232; orientarsi in Ges&#249; Cristo verso il Padre. Mentre le varie correnti del pensiero umano nel passato e nel presente sono state e continuano ad essere propense a dividere e perfino a contrapporre il teocentrismo e l'antropocentrismo, la Chiesa invece, seguendo il Cristo, cerca di congiungerli nella storia dell'uomo in maniera organica e profonda. E questo &#232; anche uno dei principi fondamentali, e forse il pi&#249; importante, del magistero dell'ultimo Concilio. Se dunque nella fase attuale della storia della Chiesa, ci proponiamo come compito preminente di attuare la dottrina del grande Concilio, dobbiamo appunto richiamarci a questo principio con fede, con mente aperta e col cuore. Gi&#224; nella citata mia enciclica ho cercato di rilevare che l'approfondimento e il multiforme arricchimento della coscienza della Chiesa, frutto del medesimo Concilio, deve aprire pi&#249; ampiamente il nostro intelletto ed il nostro cuore a Cristo stesso. Oggi desidero dire che l'apertura verso Cristo, che come Redentore del mondo rivela pienamente l'uomo all'uomo stesso, non pu&#242; compiersi altrimenti che attraverso un sempre pi&#249; maturo riferimento al Padre ed al suo amore.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;2. Incarnazione della misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dio, che &#171; abita una luce inaccessibile &#187;, parla nello stesso tempo all'uomo col linguaggio di tutto il cosmo : &#171; Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit&#224; &#187;. Questa indiretta e imperfetta conoscenza, opera dell'intelletto che cerca Dio per mezzo delle creature attraverso il mondo visibile, non &#232; ancora &#171; visione del Padre &#187;. &#171; Dio nessuno l'ha mai visto &#187;, scrive san Giovanni per dar maggior rilievo alla verit&#224; secondo cui &#171; proprio il Figlio unigenito, che &#232; nel seno del Padre, lui lo ha rivelato &#187;. Questa &#171; rivelazione &#187; manifesta Dio nell'insondabile mistero del suo essere - uno e trino - circondato di &#171; luce inaccessibile &#187;. Mediante questa &#171; rivelazione &#187; di Cristo, tuttavia, conosciamo Dio innanzitutto nel suo rapporto di amore verso l'uomo : nella sua &#171; filantropia &#187;. &#200; proprio qui che &#171; le sue perfezioni invisibili &#187; diventano in modo particolare &#171; visibili &#187;, incomparabilmente pi&#249; visibili che attraverso tutte le altre &#171; opere da lui compiute &#187; : esse diventano visibili in Cristo e per mezzo di Cristo, per il tramite delle sue azioni e parole e, infine, mediante la sua morte in croce e la sua risurrezione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In tal modo, in Cristo e mediante Cristo, diventa anche particolarmente visibile Dio nella sua misericordia, cio&#232; si mette in risalto quell'attributo della divinit&#224; che gi&#224; l'Antico Testamento, valendosi di diversi concetti e termini, ha definito &#171; misericordia &#187;. Cristo conferisce a tutta la tradizione veterotestamentaria della misericordia divina un significato definitivo. Non soltanto parla di essa e la spiega con l'uso di similitudini e di parabole, ma soprattutto egli stesso la incarna e la personifca. Egli stesso &#232;, in un certo senso, la misericordia. Per chi la vede in lui - e in lui la trova - Dio diventa particolarmente &#171; visibile &#187; quale Padre &#171; ricco di misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La mentalit&#224; contemporanea, forse pi&#249; di quella dell'uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altres&#236; ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l'idea stessa della misericordia. La parola e il concetto di misericordia sembrano porre a disagio l'uomo, il quale, grazie all'enorme sviluppo della scienza e della tecnica, non mai prima conosciuto nella storia, &#232; diventato padrone ed ha soggiogato e dominato la terra. Tale dominio sulla terra, inteso talvolta unilateralmente e superf&#236;cialmente, sembra che non lasci spazio alla misericordia. A questo proposito possiamo, tuttavia, rifarci con profitto all'immagine &#171; della condizione dell'uomo nel mondo contemporaneo &#187; qual &#232; delineata all'inizio della Costituzione Gaudium et spes. Vi leggiamo, tra l'altro, le seguenti frasi : &#171; Stando cosi le cose, il mondo si presenta oggi potente e debole, capace di operare il meglio e il peggio, mentre gli si apre dinanzi la strada della libert&#224; o della schiavit&#249;, del progresso o del regresso, della fraternit&#224; o dell'odio. Inoltre, l'uomo si rende conto che dipende da lui orientare bene le forze da lui stesso suscitate e che possono schiacciarlo o servirgli &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La situazione del mondo contemporaneo manifesta non soltanto trasformazioni tali da far sperare in un futuro migliore dell'uomo sulla terra, ma rivela pure molteplici minacce che oltrepassano di molto quelle finora conosciute. Senza cessare di denunciare tali minacce in diverse circostanze (come negli interventi all'ONU, all'UNESCO, alla FAO ed altrove), la Chiesa deve esaminarle, al tempo stesso, alla luce della verit&#224; ricevuta da Dio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Rivelata in Cristo, la verit&#224; intorno a Dio &#171; Padre delle misericordie &#187; ci consente di &#171; vederlo &#187; particolarmente vicino all'uomo, soprattutto quando questi soffre, quando viene minacciato nel nucleo stesso della sua esistenza e della sua dignit&#224;. Ed &#232; per questo che, nell'odierna situazione della Chiesa e del mondo, molti uomini e molti ambienti guidati da un vivo senso di fede si rivolgono, direi, quasi spontaneamente alla misericordia di Dio. Essi sono spinti certamente a farlo da Cristo stesso, il quale mediante il suo Spirito opera nell'intimo dei cuori umani. Rivelato da lui, infatti, il mistero di Dio &#171; Padre delle misericordie &#187; diventa, nel contesto delle odierne minacce contro l'uomo, quasi un singolare appello che s'indirizza alla Chiesa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nella presente enciclica desidero accogliere questo appello ; desidero attingere all'eterno ed insieme, per la sua semplicit&#224; e profondit&#224;, incomparabile linguaggio della rivelazione e della fede, per esprimere proprio con esso ancora una volta dinanzi a Dio ed agli uomini le grandi preoccupazioni del nostro tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Infatti, la rivelazione e la fede ci insegnano non tanto a meditare in astratto il mistero di Dio come &#171; Padre delle misericordie &#187;, ma a ricorrere a questa stessa misericordia nel nome di Cristo e in unione con lui. Cristo non ha forse detto che il nostro Padre, il quale &#171; vede nel segreto &#187;, attende, si direbbe, continuamente che noi, richiamandoci a lui in ogni necessit&#224;, scrutiamo sempre il suo mistero : il mistero del Padre e del suo amore ? Desidero quindi che queste considerazioni rendano pi&#249; vicino a tutti tale mistero e diventino, nello stesso tempo, un vibrante appello della Chiesa per la misericordia di cui l'uomo e il mondo contemporaneo hanno tanto bisogno. E ne hanno bisogno anche se sovente non lo sanno.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
II &#8211; Messaggio messianico&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3. Quando Cristo inizi&#242; a fare e ad insegnare
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dinanzi ai suoi compaesani a Nazaret, Cristo fa riferimento alle parole del profeta Isaia : &#171; Lo Spirito del Signore &#232; sopra di me ; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libert&#224; gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore &#187;. Queste frasi, secondo Luca, sono la sua prima dichiarazione messianica, a cui fanno seguito i fatti e le parole conosciute per mezzo del Vangelo. Mediante quei fatti e quelle parole Cristo rende presente il Padre tra gli uomini. &#200; quanto mai signif&#236;cativo che questi uomini siano soprattutto i poveri, privi dei mezzi di sussistenza, coloro che sono privi della libert&#224;, i ciechi che non vedono la bellezza del creato, coloro che vivono nell'afflizione del cuore, oppure soffrono a causa dell'ingiustizia sociale, ed infine i peccatori. Soprattutto nei riguardi di questi ultimi il Messia diviene un segno particolarmente leggibile di Dio che &#232; amore, diviene segno del Padre. In tale segno visibile, al pari degli uomini di allora, anche gli uomini dei nostri tempi possono vedere il Padre. &#200; signif&#236;cativo che, quando i messi inviati da Giovanni Battista giunsero da Ges&#249; per domandargli : &#171; Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro ? &#187;, egli, rifacendosi alla stessa testimonianza con cui aveva inaugurato l'insegnamento a Nazaret, abbia risposto : &#171; Andate e riferite a Giovanni ci&#242; che avete visto e udito : i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri &#232; annunciata la buona novella &#187;, ed abbia poi concluso : &#171; E beato &#232; chiunque non si sar&#224; scandalizzato di me ! &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ges&#249;, soprattutto con il suo stile di vita e con le sue azioni, ha rivelato come nel mondo in cui viviamo &#232; presente l'amore, l'amore operante, l'amore che si rivolge all'uomo ed abbraccia tutto ci&#242; che forma la sua umanit&#224;. Tale amore si fa particolarmente notare nel contatto con la sofferenza, l'ingiustizia, la povert&#224;, a contatto con tutta la &#171; condizione umana &#187; storica, che in vari modi manifesta la limitatezza e la fragilit&#224; dell'uomo, sia fisica che morale. Appunto il modo e l'ambito in cui si manifesta l'amore viene denominato nel linguaggio biblico &#171; misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cristo quindi rivela Dio che &#232; Padre, che &#232; &#171; amore &#187;, come si esprimer&#224; nella sua prima lettera san Giovanni ; rivela Dio &#171; ricco di misericordia &#187;, come leggiamo in san Paolo. Tale verit&#224;, pi&#249; che tema di un insegnamento, &#232; una realt&#224; a noi resa presente da Cristo. Il render presente il Padre come amore e misericordia &#232;, nella coscienza di Cristo stesso, la fondamentale verifica della sua missione di Messia, lo confermano le parole da lui pronunciate prima nella sinagoga di Nazaret, poi dinanzi ai suoi discepoli ed agli inviati di Giovanni Battista.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In base ad un tal modo di manifestare la presenza di Dio che &#232; Padre, amore e misericordia, Ges&#249; fa della misericordia stessa uno dei principali temi della sua predicazione. Come al solito, anche qui egli insegna innanzitutto &#171; in parabole &#187;, perch&#233; queste esprimono meglio l'essenza stessa delle cose. Basta ricordare la parabola del figliol prodigo, oppure quella del buon samaritana, ma anche - per contrasto - la parabola del servo spietato. Sono molti i passi dell'insegnamento di Cristo che manifestano l'amore-misericordia sotto un aspetto sempre nuovo. &#200; suff&#236;ciente avere davanti agli occhi il buon pastore, che va in cerca della pecorella smarrita, oppure la donna che spazza la casa in cerca della dramma perduta. L'evangelista che tratta particolarmente questi temi nell'insegnamento di Cristo &#232; Luca, il cui Vangelo ha meritato di essere chiamato &#171; il Vangelo della misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quando si parla della predicazione, si apre un problema di capitale importanza in merito al significato dei termini ed al contenuto del concetto, soprattutto al contenuto del concetto di &#171; misericordia &#187; (in rapporto al concetto di &#171; amore &#187;). La comprensione di quel contenuto &#232; la chiave per intendere la realt&#224; stessa della misericordia. Ed &#232; questo quel che per noi pi&#249; importa. Tuttavia, prima di dedicare un'ulteriore parte delle nostre considerazioni a questo argomento, cio&#232; di stabilire il significato dei vocaboli e il contenuto proprio del concetto di &#171; misericordia &#187;, &#232; necessario constatare che Cristo, nel rivelare l'amore - misericordia di Dio, esigeva al tempo stesso dagli uomini che si facessero anche guidare nella loro vita dall'amore e dalla misericordia. Questa esigenza fa parte dell'essenza stessa del messaggio messianico, e costituisce il midollo dell'ethos evangelico. Il Maestro lo esprime sia per mezzo del comandamento da lui definito come &#171; il pi&#249; grande &#187;, sia in forma di benedizione, quando nel Discorso della montagna proclama : &#171; Beati i misericordiosi, perch&#233; troveranno misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In tal modo, il messaggio messianico sulla misericordia conserva una particolare dimensione divino-umana. Cristo - quale compimento delle profezie messianiche - divenendo l'incarnazione dell'amore che si manifesta con particolare forza nei riguardi dei sofferenti, degli infelici e dei peccatori, rende presente e in questo modo rivela pi&#249; pienamente il Padre, che &#232; Dio &#171; ricco di misericordia &#187;. Contemporaneamente, divenendo per gli uomini modello dell'amore misericordioso verso gli altri, Cristo proclama con i fatti ancor pi&#249; che con le parole quell'appello alla misericordia, che &#232; una delle componenti essenziali dell'&#171; ethos del Vangelo &#187;. In questo caso non si tratta solo di adempiere un comandamento o una esigenza di natura etica, ma anche di soddisfare una condizione di capitale importanza, affinch&#233; Dio si possa rivelare nella sua misericordia verso l'uomo : &#171; I misericordiosi... troveranno misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;III - L'Antico Testamento&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4. Il concetto di &#171; misericordia &#187; nell'Antico Testamento
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il concetto di &#171; misericordia &#187; nell'Antico Testamento ha una sua lunga e ricca storia. Dobbiamo risalire ad essa, affinch&#233; risplenda pi&#249; pienamente la misericordia che Cristo ha rivelato. Rivelandola sia con i fatti sia con l'insegnamento, egli si rivolgeva a uomini, che non solo conoscevano il concetto di misericordia, ma anche, come popolo di Dio dell'Antica Alleanza, avevano tratto dalla loro plurisecolare storia una peculiare esperienza della misericordia di Dio. Questa esperienza fu sociale e comunitaria, come pure individuale e interiore.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Israele, infatti, fu il popolo dell'alleanza con Dio, alleanza che molte volte infranse. Quando prendeva coscienza della propria infedelt&#224; -e lungo la storia d'Israele non mancarono profeti e uomini che risvegliavano tale coscienza -, faceva richiamo alla misericordia. In merito, i libri dell'Antico Testamento ci riportano moltissime testimonianze. Tra i fatti ed i testi di maggior rilievo si possono ricordare : L'inizio della storia dei Giudici, la preghiera di Salomone all'inaugurazione del Tempio, una parte dell'intervento profetico di Michea, le consolanti assicurazioni offerte da Isaia, la supplica degli Ebrei esiliati, il rinnovamento dell'alleanza dopo il ritorno dall'esilio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; significativo che i profeti nella loro predicazione colleghino la misericordia, alla quale fanno spesso riferimento a causa dei peccati del popolo, con l'incisiva immagine dell'amore da parte di Dio. Il Signore ama Israele con l'amore di una particolare elezione, simile all'amore di uno sposo e perci&#242; perdona le sue colpe e perfino le infedelt&#224; e i tradimenti. Se si trova di fronte alla penitenza, all'autentica conversione, egli riporta di nuovo il suo popolo alla grazia. Nella predicazione dei profeti la misericordia significa una speciale potenza dell'amore, che prevale sul peccato e sull'infedelt&#224; del popolo eletto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questo ampio contesto &#171; sociale &#187;, la misericordia appare come elemento correlativo dell'esperienza interiore delle singole persone, che versano in stato di colpa, o subiscono ogni genere di sofferenza e sventura. Sia il male fisico che il male morale, o peccato, fanno si che i figli e le figlie di Israele si rivolgano al Signore con un appello alla sua misericordia. In tal modo si rivolge a lui Davide nella coscienza della gravit&#224; della propria colpa e si rivolge, dopo le sue ribellioni, pure Giobbe nella sua tremenda sventura a lui si rivolge anche Ester, consapevole della minaccia mortale contro il proprio popolo. E altri esempi troviamo ancora nei libri dell'Antico Testamento.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;All'origine di questo multiforme convincimento comunitario e personale, qual &#232; comprovato da tutto l'Antico Testamento nel corso dei secoli, si colloca la fondamentale esperienza del popolo eletto vissuta all'epoca dell'esodo : il Signore osserv&#242; la miseria del suo popolo ridotto in schiavit&#249;, ud&#236; il suo grido, conobbe le sue angosce e decise di liberarlo. In questo atto di salvezza compiuto dal Signore il profeta seppe individuare il suo amore e la sua compassione. &#200; proprio qui che si radica la sicurezza di tutto il popolo e di ciascuno dei suoi membri nella misericordia divina, che si pu&#242; invocare in ogni circostanza drammatica. A ci&#242; si aggiunge il fatto che la miseria dell'uomo &#232; anche il suo peccato. Il popolo dell'antica Alleanza conobbe questa miseria fin dai tempi dell'esodo, allorch&#233; innalz&#242; il vitello d'oro. Su tale gesto di rottura dell'Alleanza il Signore stesso trionf&#242;, quando si dichiar&#242; solennemente a Mos&#232; come &#171; Dio di tenerezza e di grazia, lento all'ira e ricco di misericordia e di fedelt&#224; &#187;. &#200; in questa rivelazione centrale che il popolo eletto e ciascuno dei suoi componenti troveranno, dopo ogni colpa, la forza e la ragione per rivolgersi al Signore, per ricordargli ci&#242; che egli aveva esattamente rivelato di se stesso e per implorarne il perdono.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosi, nei fatti come nelle parole, il Signore ha rivelato la sua misericordia f&#236;n dai primordi del popolo che si &#232; scelto e, nel corso della sua storia, questo popolo si &#232; continuamente affidato, nelle disgrazie come nella presa di coscienza del suo peccato, al Dio delle misericordie. Tutte le sfumature dell'amore si manifestano nella misericordia del Signore verso i suoi : egli &#232; il loro padre poich&#233; Israele &#232; suo figlio primogenito egli &#232; anche lo sposo di colei a cui il profeta annuncia un nome nuovo : ruhamah, &#171; beneamata &#187;, perch&#233; a lei sar&#224; usata misericordia. Anche quando, esasperato dall'infedelt&#224; del suo popolo, il Signore decide di farla finita con esso, sono ancora la tenerezza ed il suo amore generoso per il medesimo a fargli superare la collera. &#200; facile allora comprendere perch&#233; i salmisti, allorch&#233; desiderano cantare le pi&#249; sublimi lodi del Signore, intonano inni al Dio dell'amore, della tenerezza, della misericordia e della fedelt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da tutto ci&#242; si deduce che la misericordia non appartiene soltanto al concetto di Dio, ma &#232; qualcosa che caratterizza la vita di tutto il popolo di Israele e dei suoi singoli figli e figlie : &#232; il contenuto dell'intimit&#224; con il loro Signore, il contenuto del loro dialogo con lui. Proprio sotto questo aspetto, la misericordia viene presentata nei singoli libri dell'Antico Testamento con una grande ricchezza di espressioni. Sarebbe forse difficile cercare in questi libri una risposta puramente teorica alla domanda che cosa sia la misericordia in se stessa. Nondimeno, gi&#224; la terminologia, che in essi &#232; usata, pu&#242; dirci moltissimo a tale proposito. L'Antico Testamento proclama la misericordia del Signore mediante molti termini di significato affine ; essi sono differenziati nel loro contenuto particolare, ma tendono, si potrebbe dire, da vari lati ad un unico contenuto fondamentale, per esprimere la sua ricchezza trascendentale e, al tempo stesso, per avvicinarla all'uomo sotto aspetti diversi. L'Antico Testamento incoraggia gli uomini sventurati, soprattutto quelli gravati dal peccato - come anche tutto Israele, che aveva aderito all'alleanza con Dio - a far appello alla misericordia, e concede loro di contare su di essa : la ricorda nei tempi di caduta e di sfiducia. In seguito, esso rende grazie e gloria per la misericordia, ogni volta che si sia manifestata e compiuta sia nella vita del popolo, sia in quella del singolo individuo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In tal modo, la misericordia viene, in certo senso, contrapposta alla giustizia divina e si rivela, in molti casi, non solo pi&#249; potente di essa, ma anche pi&#249; profonda. Gi&#224; l'Antico Testamento insegna che, sebbene la giustizia sia autentica virt&#249; nell'uomo, e in Dio significhi la perfezione trascendente, tuttavia l'amore &#232; &#171; pi&#249; grande &#187; di essa : &#232; pi&#249; grande nel senso che &#232; primario e fondamentale. L'amore, per cosi dire, condiziona la giustizia e, in definitiva, la giustizia serve la carit&#224;. Il primato e la superiorit&#224; dell'amore nei riguardi della giustizia (ci&#242; &#232; caratteristico di tutta la rivelazione) si manifestano proprio attraverso la misericordia. Ci&#242; sembr&#242; tanto chiaro ai salmisti ed ai profeti che il termine stesso di giustizia fini per significare la salvezza realizzata dal Signore e la sua misericordia. La misericordia differisce dalla giustizia, per&#242; non contrasta con essa, se ammettiamo nella storia dell'uomo - come fa appunto l'Antico Testamento - la presenza di Dio, il quale gi&#224; come creatore si &#232; legato con un particolare amore alla sua creatura. L'amore, per natura, esclude l'odio e il desiderio del male nei riguardi di colui al quale una volta ha dato in dono se stesso : Nihil odisti eorum quae fecisti, &#171; nulla tu disprezzi di quanto hai creato &#187;. Queste parole indicano il fondamento profondo del rapporto tra la giustizia e la misericordia in Dio, nelle sue relazioni con l'uomo e con il mondo. Esse dicono che dobbiamo cercare le radici vivificanti e le ragioni intime di questo rapporto risalendo al &#171; principio &#187;, nel mistero stesso della creazione. E gi&#224; nel contesto dell'antica Alleanza esse preannunciano la piena rivelazione di Dio, che &#171; &#232; amore &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Col mistero della creazione &#232; connesso il mistero della elezione, che ha in modo speciale plasmato la storia del popolo il cui padre spirituale &#232; Abramo in virt&#249; della sua fede. Tuttavia, per mezzo di questo popolo che cammina lungo la storia sia dell'antica che della nuova Alleanza, quel mistero di elezione si riferisce ad ogni uomo, a tutta la grande famiglia umana : &#171; Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora piet&#224; &#187;. &#171; Anche se i monti vacillassero..., non si allontanerebbe da te il mio affetto, n&#233; vacillerebbe la mia alleanza di pace &#187;. Questa verit&#224;, proclamata un tempo ad Israele, porta in s&#233; la prospettiva dell'intera storia dell'uomo : prospettiva che &#232; insieme temporale ed escatologica. Cristo rivela il Padre nella stessa prospettiva e su un terreno gi&#224; preparato, come dimostrano ampie pagine degli scritti dell'Antico Testamento. Al termine di tale rivelazione, alla vigilia della sua morte, egli dice all'apostolo Filippo le memorabili parole : &#171; Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto... ? Chi ha visto me, ha visto il Padre &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;IV &#8211; La parabola del figliol prodigo&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;5. Analogia
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gi&#224; alle soglie del Nuovo Testamento risuona nel Vangelo di san Luca una singolare corrispondenza tra due voci sulla misericordia divina, in cui echeggia intensamente tutta la tradizione veterotestamentaria. Qui trovano espressione quei contenuti semantici, legati alla terminologia differenziata dei libri antichi. Ecco Maria che, entrata nella casa di Zaccaria, magnifica il Signore con tutta l'anima &#171; per la sua misericordia &#187;, di cui &#171; di generazione in generazione &#187; divengono partecipi gli uomini che vivono nel timore di Dio. Poco dopo, commemorando l'elezione di Israele, ella proclama la misericordia, della quale &#171; si ricorda &#187; da sempre colui che l'ha scelta. Successivamente, alla nascita di Giovanni Battista, nella stessa casa, suo padre Zaccaria, benedicendo il Dio di Israele, glorifica la misericordia che egli &#171; ha concesso. . . ai nostri padri e si &#232; ricordato della sua santa alleanza &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nell'insegnamento di Cristo stesso questa immagine, ereditata dall'Antico Testamento, si semplifica ed insieme si approfondisce. Ci&#242; &#232; forse pi&#249; evidente nella parabola del figliol prodigo, in cui l'essenza della misericordia divina, bench&#233; la parola &#171; misericordia &#187; non vi ricorra, viene espressa tuttavia in modo particolarmente limpido. A ci&#242; contribuisce non tanto la terminologia, come nei libri veterotestamentari, ma l'analogia che consente di comprendere pi&#249; pienamente il mistero stesso della misericordia, quale dramma profondo che si svolge tra l'amore del padre e la prodigalit&#224; e il peccato del figlio. Quel figlio, che riceve dal padre h porzione di patrimonio che gli spetta e lascia la casa per sperperarla in un paese lontano, &#171; vivendo da dissoluto &#187;, &#232; in certo senso l'uomo di tutti i tempi, cominciando da colui che per primo perdette l'eredit&#224; della grazia e della giustizia originaria. L'analogia &#232; a questo punto molto ampia. La parabola tocca indirettamente ogni rottura dell'alleanza d'amore, ogni perdita della grazia, ogni peccato. In questa analogia &#232; messa meno in rilievo l'infedelt&#224; di tutto il popolo di Israele rispetto a quanto avveniva nella tradizione profetica, sebbene a quell'infedelt&#224; si possa anche estendere l'analogia del figliol prodigo. Quel figlio, &#171; quando ebbe speso tutto..., cominci&#242; a trovarsi nel bisogno &#187;, tanto pi&#249; che venne una grande carestia &#171; in quel paese &#187; in cui si era recato dopo aver lasciato la casa paterna. E in questa situazione &#171; avrebbe voluto saziarsi &#187; con qualunque cosa, magari anche &#171; con le carrube che mangiavano i porci &#187; da lui pascolati per conto di &#171; uno degli abitanti di quella regione &#187;. Ma perfino questo gli veniva rifiutato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'analogia si sposta chiaramente verso l'interno dell'uomo. Il patrimonio che quel tale aveva ricevuto dal padre era una risorsa di beni materiali, ma pi&#249; importante di questi beni era la sua dignit&#224; di figlio nella casa paterna. La situazione in cui si venne a trovare al momento della perdita dei beni materiali doveva renderlo cosciente della perdita di questa dignit&#224;. Egli non vi aveva pensato prima, quando aveva chiesto al padre di dargli la parte del patrimonio che gli spettava per andar via. E sembra che non ne sia consapevole neppure adesso, quando dice a se stesso : &#171; Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui muoio di fame ! &#187;. Egli misura se stesso con il metro dei beni che aveva perduto, che non &#171; possiede &#187; pi&#249;, mentre i salariati in casa di suo padre li &#171; posseggono &#187;. Queste parole esprimono soprattutto il suo atteggiamento verso i beni materiali ; nondimeno, sotto la superficie di esse, si cela il dramma della dignit&#224; perduta, la coscienza della figliolanza sciupata. &#200; allora che egli prende la decisione : &#171; Mi lever&#242; e andr&#242; da mio padre e gli dir&#242; : Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te ; non sono degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni &#187;. Parole, queste, che svelano pi&#249; a fondo il problema essenziale. Attraverso la complessa situazione materiale, in cui il figliol prodigo era venuto a trovarsi a causa della sua leggerezza, a causa del peccato, era maturato il senso della dignit&#224; perduta. Quando egli decide di ritornare alla casa paterna, di chiedere al padre di essere accolto - non gi&#224; in virt&#249; del diritto di figlio, ma in condizione di mercenario -, sembra esteriormente agire a motivo della fame e della miseria in cui &#232; caduto ; questo motivo &#232; per&#242; permeato dalla coscienza di una perdita pi&#249; profonda : essere un garzone nella casa del proprio padre &#232; certamente una grande umiliazione e vergogna. Nondimeno, il figliol prodigo &#232; pronto ad affrontare tale umiliazione e vergogna. Egli si rende conto che non ha pi&#249; alcun diritto, se non quello di essere mercenario nella casa del padre. La sua decisione &#232; presa in piena coscienza di ci&#242; che ha meritato e di ci&#242; a cui pu&#242; ancora aver diritto secondo le norme della giustizia. Proprio questo ragionamento dimostra che, al centro della coscienza del figliol prodigo, emerge il senso della dignit&#224; perduta, di quella dignit&#224; che scaturisce dal rapporto del figlio col padre. Ed &#232; con tale decisione che egli si mette per strada.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nella parabola del figliol prodigo non &#232; usato neanche una sola volta il termine &#171; giustizia &#187;, cosi come, nel testo originale, non &#232; usato quello di &#171; misericordia &#187; ; tuttavia, il rapporto della giustizia con l 'amore che si manifesta come misericordia viene con grande precisione inscritto nel contenuto della parabola evangelica. Diviene pi&#249; palese che l'amore si trasforma in misericordia quando occorre oltrepassare la precisa norma della giustizia : precisa e spesso troppo stretta. Il figliol prodigo, consumate le sostanze ricevute dal padre, merita - dopo il ritorno - di guadagnarsi da vivere lavorando nella casa paterna come mercenario, ed eventualmente, a poco a poco, di conseguire una certa provvista di beni materiali, forse per&#242; mai pi&#249; nella quantit&#224; in cui li aveva sperperati. Tale sarebbe l'esigenza dell'ordine di giustizia, tanto pi&#249; che quel figlio non soltanto aveva dissipato la parte del patrimonio spettantegli, ma inoltre aveva toccato sul vivo ed offeso il padre con la sua condotta. Questa, infatti, che a suo giudizio l'aveva privato della dignit&#224; filiale, non doveva essere indifferente al padre. Doveva farlo soffrire. Doveva anche, in qualche modo, coinvolgerlo. Eppure si trattava, in f&#236;n dei conti, del proprio figlio, e tale rapporto non poteva essere n&#233; alienato n&#233; distrutto da nessun comportamento. Il figliol prodigo ne &#232; consapevole, ed &#232; appunto tale consapevolezza a mostrargli chiaramente la dignit&#224; perduta ed a fargli valutare rettamente il posto che ancora poteva spettargli nella casa del padre.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;6. Particolare concentrazione sulla dignit&#224; umana.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa precisa immagine dello stato d 'animo del figliol prodigo ci permette di comprendere con esattezza in che cosa consista la misericordia divina. Non vi &#232; alcun dubbio che in quella semplice ma penetrante analogia, la figura del genitore ci svela Dio come Padre. Il comportamento del padre della parabola e tutto il suo modo di agire, che manifestano il suo atteggiamento interiore, ci consentono di ritrovare i singoli fili della visione vetero-testamentaria della misericordia in una sintesi totalmente nuova, piena di semplicit&#224; e di profondit&#224;. Il padre del figliol prodigo &#232; fedele alla sua paternit&#224;, fedele a quell'amore che da sempre elargiva al proprio figlio. Tale fedelt&#224; si esprime nella parabola non soltanto con la prontezza immediata nell'accoglierlo in casa, quando ritorna dopo aver sperperato il patrimonio : essa si esprime ancor pi&#249; pienamente con quella gioia, con quella festosit&#224; cosi generosa nei confronti del dissipatore dopo il ritorno, che &#232; tale da suscitare l'opposizione e l'invidia del fratello maggiore, il quale non si era mai allontanato dal padre e non ne aveva abbandonato la casa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La fedelt&#224; a se stesso da parte del padre - un tratto gi&#224; noto dal termine vetero-testamentario &#171; .hesed &#187; - viene al tempo stesso espressa in modo particolarmente carico di affetto. Leggiamo infatti che, quando il padre vide il figliol prodigo tornare a casa, &#171; commosso gli corse incontro, gli si gett&#242; al collo e lo baci&#242; &#187;. Egli agisce certamente sotto l'influsso di un profondo affetto, e cos&#236; pu&#242; essere spiegata anche la sua generosit&#224; verso il figlio, quella generosit&#224; che tanto indigna il fratello maggiore. Tuttavia, le cause di quella commozione vanno ricercate pi&#249; in profondit&#224;. Ecco, il padre &#232; consapevole che &#232; stato salvato un bene fondamentale : il bene dell'umanit&#224; del suo figlio. Sebbene questi abbia sperperato il patrimonio, &#232; per&#242; salva la sua umanit&#224;. Anzi, essa &#232; stata in qualche modo ritrovata. Lo dicono le parole che il padre rivolge al figlio maggiore : &#171; Bisognava far festa e rallegrarsi, perch&#233; questo tuo fratello era morto ed &#232; tornato in vita, era perduto ed &#232; stato ritrovato &#187;. Nello stesso capitolo XV del Vangelo secondo Luca, leggiamo la parabola della pecora ritrovata, e successivamente la parabola della dramma ritrovata. Ogni volta vi &#232; posta in rilievo la medesima gioia presente nel caso del figliol prodigo. La fedelt&#224; del padre a se stesso &#232; totalmente incentrata sull'umanit&#224; del figlio perduto, sulla sua dignit&#224;. Cos&#236; si spiega soprattutto la gioiosa commozione al momento del suo ritorno a casa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proseguendo, si pu&#242; dunque dire che l'amore verso il figlio, L'amore che scaturisce dall'essenza stessa della paternit&#224;, obbliga in un certo senso il padre ad aver sollecitudine della dignit&#224; del figlio. Questa sollecitudine costituisce la misura del suo amore, L'amore di cui scriver&#224; poi san Paolo : &#171; La carit&#224; &#232; paziente, &#232; benigna la carit&#224;..., non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto..., si compiace della verit&#224;..., tutto spera, tutto sopporta &#187; e &#171; non avr&#224; mai fine &#187;. La misericordia - come l'ha presentata Cristo nella parabola del figliol prodigo - ha la forma interiore dell'amore che nel Nuovo Testamento &#232; chiamato &#171; ag&#225;pe &#187;. Tale amore &#232; capace di chinarsi su ogni figlio prodigo, su ogni miseria umana e, soprattutto, su ogni miseria morale, sul peccato. Quando ci&#242; avviene, colui che &#232; oggetto della misericordia non si sente umiliato, ma come ritrovato e &#171; rivalutato &#187;. Il padre gli manifesta innanzitutto la gioia che sia stato &#171; ritrovato &#187; e che sia &#171; tornato in vita &#187;. Tale gioia indica un bene inviolato : un figlio, anche se prodigo, non cessa di esser figlio reale di suo padre ; essa indica inoltre un bene ritrovato, che nel caso del figliol prodigo fu il ritorno alla verit&#224; su se stesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ci&#242; che si &#232; verificato nel rapporto del padre col figlio nella parabola di Cristo non si pu&#242; valutare &#171; dall'esterno &#187;. I nostri pregiudizi sul tema della misericordia sono per lo pi&#249; Il risultato di una valutazione soltanto esteriore. Alle volte, seguendo un tale modo di valutare, accade che avvertiamo nella misericordia soprattutto un rapporto di diseguaglianza tra colui che la offre e colui che la riceve. E, di conseguenza, siamo pronti a dedurre che la misericordia diffama colui che la riceve, che offende la dignit&#224; dell'uomo. La parabola del figliol prodigo dimostra che la realt&#224; &#232; diversa : la relazione di misericordia si fonda sulla comune esperienza di quel bene che &#232; l'uomo, sulla comune esperienza della dignit&#224; che gli &#232; propria. Questa comune esperienza fa s&#236; che il figliol prodigo cominci a vedere se stesso e le sue azioni in tutta verit&#224; (tale visione nella verit&#224; &#232; un'autentica umilt&#224;) ; e per il padre, proprio per questo motivo, egli diviene un bene particolare : il padre vede con cos&#236; limpida chiarezza il bene che si &#232; compiuto, grazie ad una misteriosa irradiazione della verit&#224; e dell'amore, che sembra dimenticare tutto il male che il figlio aveva commesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La parabola del figliol prodigo esprime in modo semplice, ma profondo, la realt&#224; della conversione. Questa &#232; la pi&#249; concreta espressione dell'opera dell'amore e della presenza della misericordia nel mondo umano. Il significato vero e proprio della misericordia non consiste soltanto nello sguardo, fosse pure il pi&#249; penetrante e compassionevole, rivolto verso il male morale, fisico o materiale : la misericordia si manifesta nel suo aspetto vero e proprio quando rivaluta, promuove e trae il bene da tutte le forme di male esistenti nel mondo e nell'uomo. Cos&#236; intesa, essa costituisce il contenuto fondamentale del messaggio messianico di Cristo e la forza costitutiva della sua missione. Allo stesso modo intendevano e praticavano la misericordia i suoi discepoli e seguaci. Essa non cess&#242; mai di rivelarsi, nei loro cuori e nelle loro azioni, come una verifica particolarmente creatrice dell'amore che non si lascia &#171; vincere dal male &#187;, ma si vince &#171; con il bene il male &#187;. Occorre che il volto genuino della misericordia sia sempre nuovamente svelato. Nonostante molteplici pregiudizi, essa appare particolarmente necessaria ai nostri tempi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;V &#8211; Il Mistero Pasquale&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;7. Misericordia rivelata nella croce e nella resurrezione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il messaggio messianico di Cristo e la sua attivit&#224; fra gli uomini terminano con la croce e la risurrezione. Dobbiamo penetrare profondamente in questo evento finale che, specialmente nel linguaggio conciliare, viene definito mistero pasquale, se vogliamo esprimere sino in fondo la verit&#224; sulla misericordia, cos&#236; come essa &#232; stata sino in fondo rivelata nella storia della nostra salvezza. A questo punto delle nostre considerazioni, occorrer&#224; avvicinarci ancora di pi&#249; al contenuto dell'enciclica Redemptor hominis. Se infatti la realt&#224; della redenzione, nella sua dimensione umana, svela la grandezza inaudita dell'uomo, che merit&#242; di avere un cos&#236; grande Redentore, al tempo stesso la dimensione divina della redenzione ci consente, direi, nel modo pi&#249; empirico e &#171; storico &#187;, di svelare la profondit&#224; di quell'amore che non indietreggia davanti allo straordinario sacrificio del Figlio, per appagare la fedelt&#224; del Creatore e Padre nei riguardi degli uomini creati a sua immagine e f&#236;n dal &#171; principio &#187; scelti, in questo Figlio, per la grazia e per la gloria.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli eventi del Venerd&#236; santo e, prima ancora, la preghiera nel Getsemani introducono, in tutto il corso della rivelazione dell'amore e della misericordia, nella missione messianica di Cristo, un cambiamento fondamentale. Colui che &#171; pass&#242; beneficando e risanando &#187; e &#171; curando ogni malattia e infermit&#224; &#187; sembra ora egli stesso meritare la pi&#249; grande misericordia e richiamarsi alla misericordia, quando viene arrestato, oltraggiato, condannato, flagellato, coronato di spine, quando viene inchiodato alla croce e spira fra tormenti strazianti. &#200; allora che merita particolarmente la misericordia dagli uomini che ha beneficato, e non la riceve. Perfino coloro che gli sono pi&#249; vicini non sanno proteggerlo e strapparlo dalle mani degli oppressori. In questa tappa finale della missione messianica si adempiono in Cristo le parole dei profeti e soprattutto di Isaia, pronunciate riguardo al Servo di Jahv&#232; : &#171; Per le sue piaghe noi siamo stati guariti &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cristo, come uomo che soffre realmente e in modo terribile nell'orto degli ulivi e sul Calvario, si rivolge al Padre, a quel Padre il cui amore egli ha predicato agli uomini, la cui misericordia ha testimoniato con tutto il suo agire. Ma non gli viene risparmiata - proprio a lui - la tremenda sofferenza della morte in croce : &#171; Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo tratt&#242; da peccato in nostro favore &#187;, scriver&#224; san Paolo, riassumendo in poche parole tutta la profondit&#224; del mistero della croce ed insieme la dimensione divina della realt&#224; della redenzione. Proprio questa redenzione &#232; l'ultima e definitiva rivelazione della santit&#224; di Dio, che &#232; la pienezza assoluta della perfezione : pienezza della giustizia e dell'amore, poich&#233; la giustizia si fonda sull'amore, da esso promana e ad esso tende. Nella passione e morte di Cristo - nel fatto che il Padre non risparmi&#242; il suo Figlio, ma &#171; lo tratt&#242; da peccato in nostro favore &#187; - si esprime la giustizia assoluta, perch&#233; Cristo subisce la passione e la croce a causa dei peccati dell'umanit&#224;. Ci&#242; &#232; addirittura una &#171; sovrabbondanza &#187; della giustizia, perch&#233; i peccati dell'uomo vengono &#171; compensati &#187; dal sacrificio dell'Uomo-Dio. Tuttavia, tale giustizia, che &#232; propriamente giustizia &#171; su misura &#187; di Dio, nasce tutta dall'amore : dall'amore del Padre e del Figlio, e fruttifica tutta nell'amore. Proprio per questo la giustizia divina rivelata nella croce di Cristo &#232; &#171; su misura &#187; di Dio, perch&#233; nasce dall'amore e nell'amore si compie, generando frutti di salvezza. La dimensione divina della redenzione non si attua soltanto nel far giustizia del peccato, ma nel restituire all'amore quella forza creativa nell'uomo, grazie alla quale egli ha nuovamente accesso alla pienezza di vita e di santit&#224; che proviene da Dio. In tal modo, la redenzione porta in s&#233; la rivelazione della misericordia nella sua pienezza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il mistero pasquale &#232; il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia, che &#232; capace di giustificare l'uomo, di ristabilire la giustizia nel senso di quell'ordine salvifico che Dio dal principio aveva voluto nell'uomo e, mediante l'uomo, nel mondo. Cristo sofferente parla in modo particolare all'uomo, e non soltanto al credente. Anche l'uomo non credente sapr&#224; scoprire in lui l'eloquenza della solidariet&#224; con la sorte umana, come pure l'armoniosa pienezza di una disinteressata dedizione alla causa dell'uomo, alla verit&#224; e all'amore. La dimensione divina del mistero pasquale giunge, tuttavia, ancor pi&#249; in profondit&#224;. La croce collocata sul Calvario, su cui Cristo svolge il suo ultimo dialogo col Padre, emerge dal nucleo stesso di quell'amore di cui l'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, &#232; stato ratificato secondo l'eterno disegno divino. Dio, quale Cristo ha rivelato, non rimane soltanto in stretto collegamento col mondo, come creatore e ultima fonte dell'esistenza. Egli &#232; anche Padre : con l'uomo, da lui chiamato all'esistenza nel mondo visibile, &#232; unito da un vincolo ancor pi&#249; profondo di quello creativo. &#200; l'amore che non soltanto crea il bene, ma fa partecipare alla vita stessa di Dio : Padre, Figlio e Spirito Santo. Infatti, colui che ama desidera donare se stesso. La croce di Cristo sul Calvario sorge sulla via di quel meraviglioso scambio, di quel mirabile comunicarsi di Dio all'uomo, in cui &#232; al tempo stesso contenuta la chiamata rivolta all'uomo, affinch&#233;, donando se stesso a Dio e con s&#233; tutto il mondo visibile, partecipi alla vita divina, - e affinch&#233; come figlio adottivo divenga partecipe della verit&#224; e dell'amore che &#232; in Dio e che proviene da Dio. Proprio sulla via dell'eterna elezione dell'uomo alla dignit&#224; di figlio adottivo di Dio, sorge nella storia la croce di Cristo, Figlio unigenito, che, come &#171; luce da luce, Dio vero da Dio vero &#187; (Credo), &#232; venuto a dare l'ultima testimonianza della mirabile alleanza di Dio con l'umanit&#224;, di Dio con l'uomo - con ogni uomo. Questa alleanza, antica come l'uomo - risale al mistero stesso della creazione - e ristabilita poi pi&#249; volte con un unico popolo eletto, &#232; ugualmente l'alleanza nuova e definitiva, stabilita l&#224;, sul Calvario, e non limitata ad un unico popolo, ad Israele, ma aperta a tutti e a ciascuno.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Che cosa dunque ci dice la croce di Cristo, che &#232;, in un certo senso, l'ultima parola del suo messaggio e della sua missione messianica ? - Eppure, questa non &#232; ancora l'ultima parola del Dio dell'alleanza : essa sar&#224; pronunciata in quell'alba, quando prima le donne e poi gli apostoli, venuti al sepolcro di Cristo crocifisso, vedranno la tomba vuota e sentiranno per la prima volta l'annuncio : &#171; &#200; risorto &#187;. Essi lo ripeteranno agli altri e saranno testimoni del Cristo risorto. Tuttavia, anche in questa glorificazione del Figlio di Dio continua ad esser presente la croce, la quale - attraverso tutta la testimonianza messianica dell'Uomo-Figlio, che su di essa ha subito la morte - parla e non cessa mai di parlare di Dio-Padre, che &#232; assolutamente fedele al suo eterno amore verso l'uomo, poich&#233; &#171; ha tanto amato il mondo - quindi l'uomo nel mondo - da dare il suo Figlio unigenito, perch&#233; chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna &#187;. Credere nel Figlio crocifisso significa &#171; vedere il Padre &#187;, significa credere che l'amore &#232; presente nel mondo e che questo amore &#232; pi&#249; potente di ogni genere di male in cui l'uomo, L'umanit&#224;, il mondo sono coinvolti. Credere in tale amore significa credere nella misericordia. Questa infatti &#232; la dimensione indispensabile dell'amore, &#232; come il suo secondo nome e, al tempo stesso, &#232; il modo specifico della sua rivelazione ed attuazione nei confronti della realt&#224; del male che &#232; nel mondo, che tocca e assedia l'uomo, che si insinua anche nel suo cuore e pu&#242; farlo &#171; perire nella Geenna &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
8. Amore pi&#249; potente della morte, pi&#249; potente del peccato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La croce di Cristo sul Calvario &#232; anche testimonianza della forza del male verso lo stesso Figlio di Dio, verso colui che, unico fra tutti i figli degli uomini, era per sua natura assolutamente innocente e libero dal peccato, e la cui venuta nel mondo fu esente dalla disobbedienza di Adamo e dall'eredit&#224; del peccato originale. Ed ecco, proprio in lui, in Cristo, viene fatta giustizia del peccato a prezzo del suo sacrificio, della sua obbedienza &#171; fino alla morte &#187;. Colui che era senza peccato, &#171; Dio lo tratt&#242; da peccato in nostro favore &#187;. Viene anche fatta giustizia della morte che, dagli inizi della storia dell'uomo, si era alleata col peccato. Questo far giustizia della morte avviene a prezzo della morte di colui che era senza peccato e che unico poteva - mediante la propria morte - infliggere morte alla morte. In tal modo la croce di Cristo, sulla quale il Figlio consostanziale al Padre rende piena giustizia a Dio, &#232; anche una rivelazione radicale della misericordia, ossia dell'amore che va contro a ci&#242; che costituisce la radice stessa del male nella storia dell'uomo : contro al peccato e alla morte. La croce &#232; il pi&#249; profondo chinarsi della Divinit&#224; sull'uomo e su ci&#242; che l'uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi - chiama il suo infelice destino. La croce &#232; come un tocco dell'eterno amore sulle ferite pi&#249; dolorose dell'esistenza terrena dell'uomo, &#232; il compimento sino alla fine del programma messianico, che Cristo formul&#242; una volta nella sinagoga di Nazaret e ripet&#233; poi dinanzi agli inviati di Giovanni Battista. Secondo le parole scritte gi&#224; nella profezia di Isaia, tale programma consisteva nella rivelazione dell'amore misericordioso verso i poveri, i sofferenti e i prigionieri, verso i non vedenti, gli oppressi e i peccatori. Nel mistero pasquale viene oltrepassato il limite del molteplice male di cui l'uomo diventa partecipe nell'esistenza terrena : la croce di Cristo infatti ci fa comprendere le pi&#249; profonde radici del male che affondano nel peccato e nella morte, e cosi diventa un segno escatologico. Soltanto nel compimento escatologico e nel definitivo rinnovamento del mondo, l'amore in tutti gli eletti vincer&#224; le sorgenti pi&#249; profonde del male, portando quale frutto pienamente maturo il Regno della vita e della santit&#224; e dell'immortalit&#224; gloriosa. Il fondamento di tale compimento escatologico &#232; gi&#224; racchiuso nella croce di Cristo e nella sua morte. Il fatto che Cristo &#171; &#232; risuscitato il terzo giorno &#187; costituisce il segno finale della missione messianica, segno che corona l'intera rivelazione dell'amore misericordioso nel mondo soggetto al male. Ci&#242; costituisce al tempo stesso il segno che preannuncia &#171; un nuovo cielo e una nuova terra &#187;, quando Dio &#171; terger&#224; ogni lacrima dai loro occhi ; non ci sar&#224; pi&#249; la morte, n&#233; lutto, n&#233; lamento, n&#233; affanno, perch&#233; le cose di prima sono passate &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel compimento escatologico la misericordia si riveler&#224; come amore, mentre nella temporaneit&#224;, nella storia umana, che &#232; insieme storia di peccato e di morte, l'amore deve rivelarsi soprattutto come misericordia ed anche attuarsi come tale. Il programma messianico di Cristo - programma di misericordia - diviene il programma del suo popolo, il programma della Chiesa. Al centro di questo sta sempre la croce, poich&#233; in essa la rivelazione dell'amore misericordioso raggiunge il suo culmine. Fino a che &#171; le cose di prima &#187; non passeranno, la croce rimarr&#224; quel &#171; luogo &#187; al quale potrebbero riferirsi ancora altre parole dell'Apocalisse di Giovanni : &#171; Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verr&#242; da lui, cener&#242; con lui ed egli con me. In modo particolare, Dio rivela anche la sua misericordia quando sollecita l'uomo alla &#171; misericordia &#187; verso il suo proprio Figlio, verso il crocifisso. Cristo, appunto come crocifisso, &#232; il Verbo che non passa, &#232; colui che sta alla porta e bussa al cuore di ogni uomo, senza coartarne la libert&#224;, ma cercando di trarre da questa stessa libert&#224; l'amore, che &#232; non soltanto atto di solidariet&#224; con il sofferente Figlio dell'uomo, ma anche in certo modo &#171; misericordia &#187; manifestata da ognuno di noi al Figlio dell'eterno Padre. In tutto questo programma messianico di Cristo, in tutta la rivelazione della misericordia mediante la croce, potrebbe forse essere maggiormente rispettata ed elevata la dignit&#224; dell'uomo, dato che egli, trovando misericordia, &#232; anche, in un certo senso, colui che contemporaneamente &#171; manifesta la misericordia &#187; ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In definitiva, Cristo non prende forse tale posizione nei riguardi dell'uomo quando dice : &#171; Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi..., l'avete fatto a me &#187; ? Le parole del discorso della montagna : &#171; Beati i misericordiosi, perch&#233; troveranno misericordia &#187;, non costituiscono in un certo senso una sintesi di tutta la Buona Novella, di tutto il &#171; mirabile scambio &#187; (admirabile commercium) ivi racchiuso, che &#232; una legge semplice, forte ed insieme &#171; dolce &#187; dell'economia stessa della salvezza ? Queste parole del discorso della montagna, facendo vedere nel punto di partenza le possibilit&#224; del &#171; cuore umano &#187; (&#171; essere misericordiosi &#187;), non rivelano forse secondo la medesima prospettiva il profondo mistero di Dio : quella inscrutabile unit&#224; del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in cui l'amore, contenendo la giustizia, d&#224; l'avvio alla misericordia, che a sua volta rivela la perfezione della giustizia ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il mistero pasquale &#232; Cristo al vertice della rivelazione dell'inscrutabile mistero di Dio. Proprio allora si adempiono sino in fondo le parole pronunciate nel cenacolo : &#171; Chi ha visto me, ha visto il Padre &#187;. Infatti Cristo, che il Padre &#171; non ha risparmiato &#187; in favore dell'uomo -e che nella sua passione e nel supplizio della croce non ha trovato misericordia umana, nella sua risurrezione ha rivelato la pienezza di quell'amore che il Padre nutre verso di lui e, in lui, verso tutti gli uomini. &#171; Non &#232; un Dio dei morti, ma dei viventi &#187;. Nella sua risurrezione Cristo ha rivelato il Dio dell'amore misericordioso, proprio perch&#233; ha accettato la croce come via alla risurrezione. Ed &#232; per questo che - quando ricordiamo la croce di Cristo, la sua passione e morte - la nostra fede e la nostra speranza s'incentrano sul Risorto : su quel Cristo che &#171; la sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato... si ferm&#242; in mezzo a loro &#187; nel cenacolo &#171; dove si trovavano i discepoli, ...alit&#242; su di loro e disse : Ricevete lo Spirito Santo ; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi &#187;. Ecco il Figlio di Dio, che nella sua risurrezione ha sperimentato in modo radicale su di s&#233; la misericordia, cio&#232; l'amore del Padre che &#232; pi&#249; potente della morte. Ed &#232; anche lo stesso Cristo, Figlio di Dio, che al termine - e in certo senso gi&#224; oltre il termine - della sua missione messianica, rivela se stesso come fonte inesauribile della misericordia, del medesimo amore che, nella prospettiva ulteriore della storia della salvezza nella Chiesa, deve perennemente confermarsi pi&#249; potente del peccato. Il Cristo pasquale &#232; l'incarnazione definitiva della misericordia, il suo segno vivente : storicosalvif&#236;co ed insieme escatologico. Nel medesimo spirito, la liturgia del tempo pasquale pone sulle nostre labbra le parole del Salmo : Canter&#242; in eterno le misericordie del Signore.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
9. La Madre della misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In queste parole pasquali della Chiesa risuonano, nella pienezza del loro contenuto profetico, quelle gi&#224; pronunciate da Maria durante la visita fatta a Elisabetta, moglie di Zaccaria : &#171; Di generazione in generazione la sua misericordia &#187;. Esse, gi&#224; dal momento dell'incarnazione, aprono una nuova prospettiva della storia della salvezza. Dopo la risurrezione di Cristo questa prospettiva &#232; nuova sul piano storico e, al tempo stesso, lo &#232; sul piano escatologico. Da allora si susseguono sempre nuove generazioni di uomini nell'immensa famiglia umana, in dimensioni sempre crescenti ; si susseguono anche nuove generazioni del Popolo di Dio, segnate dallo stigma della croce e della risurrezione, e &#171; sigillate &#187; con il segno del mistero pasquale di Cristo, rivelazione assoluta di quella misericordia che Maria proclam&#242; sulla soglia di casa della sua parente : &#171; M generazione in generazione la sua misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Maria &#232; anche colei che, in modo particolare ed eccezionale - come nessun altro -, ha sperimentato la misericordia e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, ha reso possibile col sacrificio del cuore la propria partecipazione alla rivelazione della misericordia divina. Tale sacrificio &#232; strettamente legato alla croce del Figlio, ai piedi della quale ella doveva trovarsi sul Calvario. Questo suo sacrificio &#232; una singolare partecipazione al rivelarsi della misericordia, cio&#232; alla fedelt&#224; assoluta di Dio al proprio amore, all'alleanza che egli ha voluto fin dall'eternit&#224; ed ha concluso nel tempo con l'uomo, con il popolo, con l'umanit&#224; ; &#232; la partecipazione a quella rivelazione che si &#232; definitivamente compiuta attraverso la croce. Nessuno ha sperimentato, al pari della Madre del Crocifisso, il mistero della croce, lo sconvolgente incontro della trascendente giustizia divina con l'amore : quel &#171; bacio &#187; dato dalla misericordia alla giustizia. Nessuno al pari di lei, Maria, ha accolto col cuore quel mistero : quella dimensione veramente divina della redenzione che ebbe attuazione sul Calvario mediante la morte del Figlio, insieme al sacrificio del suo cuore di madre, insieme al suo definitivo &#171; fiat &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Maria quindi &#232; colei che conosce pi&#249; a fondo il mistero della misericordia divina. Ne sa il prezzo, e sa quanto esso sia grande. In questo senso la chiamano anche Madre della misericordia : Madonna della misericordia o Madre della divina misericordia ; in ciascuno di questi titoli c'&#232; un profondo significato teologico, perch&#233; essi esprimono la particolare preparazione della sua anima, di tutta la sua personalit&#224;, nel saper vedere, attraverso i complessi avvenimenti di Israele prima, e di ogni uomo e dell'umanit&#224; intera poi, quella misericordia di cui &#171; di generazione in generazione &#187; si diviene partecipi secondo l'eterno disegno della SS. Trinit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I suddetti titoli che attribuiamo alla Madre di Dio parlano per&#242; soprattutto di lei come della Madre del Crocifisso e del Risorto ; come di colei che, avendo sperimentato la misericordia in modo eccezionale, &#171; merita &#187; in egual modo tale misericordia lungo l'intera sua vita terrena e, particolarmente, ai piedi della croce del Figlio ; ed inf&#236;ne, come di colei che, attraverso la partecipazione nascosta e al tempo stesso incomparabile alla missione messianica del suo Figlio, &#232; stata chiamata in modo speciale ad avvicinare agli uomini quell'amore che egli era venuto a rivelare : amore che trova la pi&#249; concreta espressione nei riguardi di coloro che soffrono, dei poveri, di coloro che son privi della propria libert&#224;, dei non vedenti, degli oppressi e dei peccatori, cosi come ne parl&#242; Cristo secondo la profezia di Isaia, prima nella sinagoga di Nazaret e poi in risposta alla richiesta degli inviati di Giovanni Battista.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Appunto a questo amore &#171; misericordioso &#187;, che viene manifestato soprattutto a contatto con il male morale e fisico, partecipava in modo singolare ed eccezionale il cuore di colei che fu Madre del Crocifisso e del Risorto, partecipava Maria. Ed in lei e per mezzo di lei, esso non cessa di rivelarsi nella storia della Chiesa e dell'umanit&#224;. Tale rivelazione &#232; specialmente fruttuosa, perch&#233; si fonda, nella Madre di Dio, sul singolare tatto del suo cuore materno, sulla sua particolare sensibilit&#224;, sulla sua particolare idoneit&#224; a raggiungere tutti coloro che accettano pi&#249; facilmente l'amore misericordioso da parte di una madre. Questo &#232; uno dei grandi e vivificanti misteri del cristianesimo, tanto strettamente connesso con il mistero dell'incarnazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; Questa maternit&#224; di Maria nell'economia della grazia - come si esprime il Concilio Vaticano II - perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell'annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti, assunta in cielo non ha deposto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carit&#224; si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;VI - Misericordia ..... di generazione in generazione&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;10. Immagine della nostra generazione
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Abbiamo ogni diritto di credere che anche la nostra generazione &#232; stata compresa nelle parole della Madre di Dio, quando glorificava quella misericordia di cui &#171; di generazione in generazione &#187; sono partecipi coloro che si lasciano guidare dal timore di Dio. Le parole del Magnificat mariano hanno un contenuto profetico che riguarda non soltanto il passato di Israele, ma anche l'intero avvenire del Popolo di Dio sulla terra. Siamo infatti, noi tutti che viviamo al presente sulla terra, la generazione che &#232; consapevole dell'approssimarsi del terzo Millennio e che sente profondamente la svolta che si sta verif&#236;cando nella storia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La presente generazione avverte di essere privilegiata, perch&#233; il progresso le offre molte possibilit&#224;, appena qualche decennio fa insospettate. L'attivit&#224; creatrice dell'uomo, la sua intelligenza e il suo lavoro, hanno causato profondi cambiamenti sia nel campo della scienza e della tecnica, come nella vita sociale e culturale. L'uomo ha esteso il suo potere sulla natura ed ha acquistato una conoscenza pi&#249; approfondita delle leggi del proprio comportamento sociale. Egli ha visto crollare o restringersi gli ostacoli e le distanze che separano uomini e nazioni, grazie ad un accresciuto senso universalistico, ad una pi&#249; chiara coscienza dell'unit&#224; del genere umano e all'accettazione della reciproca dipendenza in un'autentica solidariet&#224;, e grazie inf&#236;ne al desiderio - e alla possibilit&#224; - di venire a contatto con i propri fratelli e sorelle al di l&#224; delle divisioni artificialmente create dalla geografia o dalle frontiere nazionali o razziali. I giovani d'oggi soprattutto sanno che il progresso della scienza e della tecnica pu&#242; procurare non solo nuovi beni materiali, ma anche una pi&#249; vasta partecipazione alla reciproca conoscenza. Ad esempio, lo sviluppo dell'informatica moltiplicher&#224; le capacit&#224; creatrici dell'uomo e gli permetter&#224; di accedere alle ricchezze intellettuali e culturali degli altri popoli. Le nuove tecniche di comunicazione favoriranno una maggiore partecipazione agli avvenimenti e un crescente scambio di idee. Le acquisizioni della scienza biologica, psicologica o sociale aiuteranno l'uomo a penetrare meglio nelle ricchezze del proprio essere. E se &#232; vero che un tale progresso resta ancora troppo spesso privilegio dei paesi industrializzati, non si pu&#242; negare tuttavia che la prospettiva di farne beneficiare tutti i popoli e tutti i paesi non sar&#224; pi&#249; a lungo un'utopia, quando vi sia una reale volont&#224; politica a questo fine.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma a fianco di tutto questo - o piuttosto entro a tutto questo - esistono nello stesso tempo difficolt&#224;, che si dimostrano anzi in aumento. Esistono inquietudini e impotenze, che costringono ad una risposta radicale che l'uomo sente di dover dare. Il quadro del mondo contemporaneo presenta anche ombre e squilibri non sempre superficiali. La Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II non &#232; certamente l'unico documento che tratta della vita della generazione contemporanea, ma &#232; un documento di importanza particolare. &#171; In verit&#224; gli squilibri, di cui soffre il mondo contemporaneo - leggiamo in essa - si collegano con quel pi&#249; profondo squilibrio, che &#232; radicato nel cuore dell'uomo. &#200; proprio all'interno dell'uomo che molti elementi si contrastano a vicenda. Da una parte infatti, come creatura, egli sperimenta in mille modi i suoi limiti ; d'altra parte, si accorge di essere senza confini nelle sue aspirazioni e chiamato ad una vita superiore. Sollecitato da molte attrattive, &#232; costretto sempre a sceglierne qualcuna ed a rinunciare alle altre. Inoltre, debole e peccatore, non di rado fa quello che non vorrebbe e non fa quello che vorrebbe. Per cui soffre in se stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e cos&#236; gravi discordie nella societ&#224; &#187;. Verso la fine dell'esposizione introduttiva leggiamo : &#171; ...di fronte alla presente evoluzione del mondo, diventano sempre pi&#249; numerosi quelli che si pongono o sentono con nuova acutezza gli interrogativi capitali : che cos'&#232; l'uomo ? Qual &#232; il significato del dolore, del male, della morte che, malgrado ogni progresso, continuano a sussistere ? Che cosa valgono queste conquiste raggiunte a cos&#236; caro prezzo ? &#187;. Nell'arco di ormai quindici anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, quel quadro di tensioni e di minacce proprie della nostra epoca &#232; forse divenuto meno inquietante ? Sembra di no. Al contrario, le tensioni e le minacce, che nel documento conciliare sembravano soltanto delinearsi e non manifestare sino in fondo tutto il pericolo che celavano in s&#233;, nello spazio di questi anni si sono maggiormente rivelate, hanno confermato in modo diverso quel pericolo e non permettono di nutrire le illusioni di un tempo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;11. Fonti di inquietudine&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pertanto, nel nostro mondo aumenta il senso di minaccia. Aumenta quel timore esistenziale collegato soprattutto - come ho gi&#224; accennato nell'enciclica Redemptor hominis - con la prospettiva di un conflitto che, in considerazione degli odierni arsenali atomici, potrebbe significare la parziale autodistruzione dell'umanit&#224;. Tuttavia, la minaccia non concerne soltanto ci&#242; che gli uomini possono fare agli uomini, servendosi dei mezzi della tecnica militare ; essa riguarda anche molti altri pericoli che sono il prodotto di una civilt&#224; materialistica, la quale - nonostante dichiarazioni &#171; umanistiche &#187; - accetta il primato delle cose sulla persona. L'uomo contemporaneo ha dunque paura che, con l'uso dei mezzi inventati da questo tipo di civilt&#224;, i singoli individui ed anche gli ambienti, le comunit&#224;, le societ&#224;, le nazioni, possano rimanere vittima del sopruso di altri individui, ambienti, societ&#224;. La storia del nostro secolo ne offre esempi in abbondanza. Malgrado tutte le dichiarazioni sui diritti dell'uomo nella sua dimensione integrale, cio&#232; nella sua esistenza corporea e spirituale, non possiamo dire che questi esempi appartengano soltanto al passato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'uomo ha giustamente paura di restar vittima di una oppressione che lo privi della libert&#224; interiore, della possibilit&#224; di esternare la verit&#224; di cui &#232; convinto, della fede che professa, della facolt&#224; di obbedire alla voce della coscienza che gli indica la retta via da seguire. I mezzi tecnici a disposizione della civilt&#224; odierna celano, infatti, non soltanto la possibilit&#224; di un'autodistruzione per via di un conflitto militare, ma anche la possibilit&#224; di un soggiogamento &#171; pacifico &#187; degli individui, degli &#224;mbiti di vita, di societ&#224; intere e di nazioni, che per qualsiasi motivo possono riuscire scomodi per coloro i quali dispongono dei relativi mezzi e sono pronti a servirsene senza scrupolo. Si pensi anche alla tortura, tuttora esistente nel mondo, esercitata sistematicamente dall'autorit&#224; come strumento di dominio o di sopraffazione politica, e impunemente praticata dai subalterni. Cosi dunque, accanto alla coscienza della minaccia biologica, cresce la coscienza di un'altra minaccia che ancor pi&#249; distrugge ci&#242; che &#232; essenzialmente umano, ci&#242; che &#232; intimamente collegato con la dignit&#224; della persona, con il suo diritto alla verit&#224; e alla libert&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E tutto ci&#242; si svolge sullo sfondo del gigantesco rimorso costituito dal fatto che, accanto agli uomini ed alle societ&#224; agiate e sazie, viventi nell'abbondanza, soggette al consumismo e al godimento, non mancano nella stessa famiglia umana n&#233; gli individui n&#233; i gruppi sociali che soffrono la fame. Non mancano i bambini che muoiono di fame sotto gli occhi delle loro madri. Non mancano in varie parti del mondo, in vari sistemi socioeconomici, intere aree di miseria, di deficienza e di sottosviluppo. Tale fatto &#232; universalmente noto. Lo stato di diseguaglianza tra uomini e popoli non soltanto perdura, ma aumenta. Avviene tuttora che accanto a coloro che sono agiati e vivono nell'abbondanza, esistono quelli che vivono nell'indigenza, soffrono la miseria e spesso addirittura muoiono di fame ; e il loro numero raggiunge decine e centinaia di milioni. &#200; per questo che l'inquietudine morale &#232; destinata a divenire ancor pi&#249; profonda. Evidentemente, un fondamentale difetto o piuttosto un complesso di difetti, anzi un meccanismo difettoso sta alla base dell'economia contemporanea e della civilt&#224; materialistica, la quale non consente alla famiglia umana di staccarsi, direi, da situazioni cosi radicalmente ingiuste.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa immagine del mondo d'oggi, in cui esiste tanto male sia fisico che morale, tale da farne un mondo aggrovigliato in contraddizioni e tensioni e, in pari tempo, pieno di minacce dirette contro la libert&#224; umana, la coscienza e la religione, spiega l'inquietudine a cui va soggetto l'uomo contemporaneo. Tale inquietudine &#232; avvertita non soltanto da coloro che sono svantaggiati od oppressi, ma anche da coloro che fruiscono dei privilegi della ricchezza, del progresso, del potere. E sebbene non manchino anche quelli che cercano di scorgere le cause di tale inquietudine, oppure di reagire con i mezzi provvisori offerti loro dalla tecnica, dalla ricchezza o dal potere, tuttavia nel pi&#249; profondo dell'animo umano quell'inquietudine supera tutti i mezzi provvisori. Essa riguarda - come hanno giustamente rilevato le analisi del Concilio Vaticano II - i problemi fondamentali di tutta l'esistenza umana. Questa inquietudine &#232; legata con il senso stesso dell'esistenza dell'uomo nel mondo, ed &#232; inquietudine per l'avvenire dell'uomo e di tutta l'umanit&#224; ; essa esige risoluzioni decisive, che sembrano ormai imporsi al genere umano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;12. Basta la giustizia ?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non &#232; difficile constatare che nel mondo contemporaneo il senso della giustizia si &#232; risvegliato su vasta scala ; e senza dubbio esso pone maggiormente in rilievo ci&#242; che contrasta con la giustizia sia nei rapporti tra gli uomini, i gruppi sociali o le &#171; classi &#187;, sia tra i singoli popoli e stati e, infine, tra interi sistemi politici ed anche tra interi cosiddetti mondi. Questa profonda e multiforme corrente, alla cui base la coscienza umana contemporanea ha posto la giustizia, attesta il carattere etico delle tensioni e delle lotte che pervadono il mondo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa condivide con gli uomini del nostro tempo questo profondo e ardente desiderio di una vita giusta sotto ogni aspetto, e non omette neppure di sottoporre alla riflessione i vari aspetti di quella giustizia, quale la vita degli uomini e delle societ&#224; esige. Ne &#232; conferma il campo della dottrina sociale cattolica, ampiamente sviluppata nell'arco dell'ultimo secolo. Sulle orme di tale insegnamento procedono sia l'educazione e la formazione delle coscienze umane nello spirito della giustizia, sia anche le singole iniziative, specie nell'ambito dell'apostolato dei laici, che appunto in tale spirito si vanno sviluppando.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tuttavia, sarebbe difficile non avvedersi che molto spesso i programmi che prendono avvio dall'idea di giustizia e che debbono servire alla sua attuazione nella convivenza degli uomini, dei gruppi e delle societ&#224; umane, in pratica subiscono deformazioni. Bench&#233; essi continuino a richiamarsi alla medesima idea di giustizia, tuttavia l'esperienza dimostra che sulla giustizia hanno preso il sopravvento altre forze negative, quali il rancore, l'odio e perfino la crudelt&#224;. In tal caso, la brama di annientare il nemico, di limitare la sua libert&#224;, o addirittura di imporgli una dipendenza totale, diventa il motivo fondamentale dell'azione ; e ci&#242; contrasta con l'essenza della giustizia che, per sua natura, tende a stabilire l'eguaglianza e l'equiparazione tra le parti in conflitto. Questa specie di abuso dell'idea di giustizia e la pratica alterazione di essa attestano quanto l'azione umana possa allontanarsi dalla giustizia stessa, pur se venga intrapresa nel suo nome. Non invano Cristo contestava ai suoi ascoltatori, fedeli alla dottrina dell'Antico Testamento, l'atteggiamento che si manifestava nelle parole : &#171; Occhio per occhio e dente per dente &#187;. Questa era la forma di alterazione della giustizia in quel tempo ; e le forme di oggi continuano a modellarsi su di essa. &#200; ovvio infatti che in nome di una presunta giustizia (ad esempio storica o di classe) talvolta si annienta il prossimo, lo si uccide, si priva della libert&#224;, si spoglia degli elementari diritti umani. L'esperienza del passato e del nostro tempo dimostra che la giustizia da sola non basta e che, anzi, pu&#242; condurre alla negazione e all'annientamento di se stessa, se non si consente a quella forza pi&#249; profonda, che &#232; l'amore, di plasmare la vita umana nelle sue varie dimensioni. &#200; stata appunto l'esperienza storica che, fra l'altro, ha portato a formulare l'asserzione : sommo diritto, somma ingiustizia (summum ius, summa iniuria). Tale affermazione non svaluta la giustizia e non attenua il significato dell'ordine che su di essa si instaura ; ma indica solamente, sotto altro aspetto, la necessit&#224; di attingere alle forze dello spirito, ancor pi&#249; profonde, che condizionano l'ordine stesso della giustizia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Avendo davanti agli occhi l'immagine della generazione a cui apparteniamo, la Chiesa condivide l'inquietudine di tanti uomini contemporanei. D'altronde, deve anche preoccupare il declino di molti valori fondamentali che costituiscono un bene incontestabile non soltanto della morale cristiana, ma semplicemente della morale umana, della cultura morale, quali il rispetto per la vita umana sin dal momento del concepimento, il rispetto per il matrimonio nella sua unit&#224; indissolubile, il rispetto per la stabilit&#224; della famiglia. Il permissivismo morale colpisce soprattutto questo ambito pi&#249; sensibile della vita e della convivenza umana. Di pari passo con ci&#242; vanno la crisi della verit&#224; nei rapporti interumani, la mancanza di responsabilit&#224; nel parlare, il rapporto puramente utilitario dell'uomo con l'uomo, il venir meno del senso dell'autentico bene comune e la facilit&#224; con cui questo viene alienato. Inf&#236;ne, c'&#232; la desacralizzazione che si trasforma spesso in &#171; disumanizzazione &#187; : l'uomo e la societ&#224;, per i quali niente &#232; &#171; sacro &#187;, decadono moralmente - nonostante ogni apparenza.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;VII - La misericordia di Dio nella missione della Chiesa
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In relazione a tale immagine della nostra generazione, che non pu&#242; non suscitare una profonda inquietudine, tornano in mente le parole che, a motivo dell'incarnazione del Figlio di Dio, risonarono nel Magnificat di Maria e che cantano la &#171; misericordia... di generazione in generazione &#187;. Conservando sempre nel cuore l'eloquenza di queste ispirate parole, ed applicandole alle esperienze e alle sofferenze proprie della grande famiglia umana, occorre che la Chiesa del nostro tempo prenda pi&#249; profonda e particolare coscienza della necessit&#224; di render testimonianza alla misericordia di Dio in tutta la sua missione, sulle orme della tradizione dell'antica e della nuova Alleanza e, soprattutto, dello stesso Ges&#249; Cristo e dei suoi apostoli. La Chiesa deve rendere testimonianza alla misericordia di Dio rivelata in Cristo, nell'intera sua missione di Messia, professandola in primo luogo come verit&#224; salvifica di fede e necessaria ad una vita coerente con la fede, poi cercando di introdurla e di incarnarla nella vita sia dei suoi fedeli sia, per quanto possibile, in quella di tutti gli uomini di buona volont&#224;. Infine la Chiesa - professando la misericordia e rimanendole sempre fedele - ha il diritto e il dovere di richiamarsi alla misericordia di Dio, implorandola di fronte a tutti i fenomeni del male fisico e morale, dinanzi a tutte le minacce che gravano sull'intero orizzonte della vita dell'umanit&#224; contemporanea.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;13. La Chiesa professa la misericordia di Dio e la proclama.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa deve professare e proclamare la misericordia divina in tutta la verit&#224;, quale ci &#232; tramandata dalla rivelazione. Abbiamo cercato, nelle pagine precedenti del presente documento, di delineare almeno il profilo di questa verit&#224; che trova cosi ricca espressione in tutta la Sacra Scrittura e nella sacra tradizione. Nella vita quotidiana della Chiesa la verit&#224; circa la misericordia di Dio, espressa nella Bibbia, risuona quale eco perenne attraverso numerose letture della sacra liturgia. La percepisce l'autentico senso della fede del Popolo di Dio, come attestano varie espressioni della piet&#224; personale e comunitaria. Sarebbe certamente difficile elencarle e riassumerle tutte, poich&#233; la maggior parte di esse &#232; vivamente iscritta nell'intimo dei cuori e delle coscienze umane. Se alcuni teologi affermano che la misericordia &#232; il pi&#249; grande fra gli attributi e le perfezioni di Dio, la Bibbia, la tradizione e tutta la vita di fede del Popolo di Dio ne forniscono peculiari testimonianze. Non si tratta qui della perfezione dell'inscrutabile essenza di Dio nel mistero della divinit&#224; stessa, ma della perfezione e dell'attributo per cui l'uomo, nell'intima verit&#224; della sua esistenza, s'incontra particolarmente da vicino e particolarmente spesso con il Dio vivo. Conformemente alle parole che Cristo rivolse a Filippo, &#171; la visione del Padre &#187; - visione di Dio mediante la fede - trova appunto nell'incontro con la sua misericordia un singolare momento di interiore semplicit&#224; e verit&#224;, simile a quella che riscontriamo nella parabola del figliol prodigo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171; Chi ha visto me, ha visto il Padre &#187;. La Chiesa professa la misericordia di Dio, la Chiesa ne vive nella sua ampia esperienza di fede ed anche nel suo insegnamento, contemplando costantemente Cristo, concentrandosi in lui, sulla sua vita e sul suo Vangelo, sulla sua croce e risurrezione, sull'intero suo mistero. Tutto ci&#242; che forma la &#171; visione &#187; di Cristo nella viva fede e nell'insegnamento della Chiesa ci avvicina alla &#171; visione del Padre &#187; nella santit&#224; della sua misericordia. La Chiesa sembra professare in modo particolare la misericordia di Dio e venerarla rivolgendosi al Cuore di Cristo. Infatti, proprio l'accostarci a Cristo nel mistero del suo Cuore ci consente di soffermarci su questo punto - in un certo senso centrale e, nello stesso tempo, pi&#249; accessibile sul piano umano - della rivelazione dell'amore misericordioso del Padre, che ha costituito il contenuto centrale della missione messianica del Figlio dell'Uomo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa vive una vita autentica, quando professa e proclama la misericordia - il pi&#249; stupendo attributo del Creatore e del Redentore - e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore di cui essa &#232; depositaria e dispensatrice. Gran significato ha in questo ambito la costante meditazione della parola di Dio e, soprattutto, la partecipazione cosciente e matura all'Eucaristia e al sacramento della penitenza o riconciliazione. L'Eucaristia ci avvicina sempre a quell'amore che &#232; pi&#249; potente della morte : &#171; Ogni volta - infatti - che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice &#187;, non soltanto annunciamo la morte del Redentore, ma ne proclamiamo anche la risurrezione, &#171; nell'attesa della sua venuta &#187; nella gloria. Lo stesso rito eucaristico, celebrato in memoria di colui che nella sua missione messianica ci ha rivelato il Padre, per mezzo della parola e della croce, attesta quell'inesauribile amore in virt&#249; del quale egli desidera sempre unirsi ed immedesimarsi con noi, andando incontro a tutti i cuori umani. &#200; il sacramento della penitenza o riconciliazione che appiana la strada ad ognuno, perfino quando &#232; gravato di grandi colpe. In questo sacramento ogni uomo pu&#242; sperimentare in modo singolare la misericordia, cio&#232; quell'amore che &#232; pi&#249; potente del peccato. Se ne &#232; parlato gi&#224; nell'enciclica Redemptor hominis ; converr&#224;, tuttavia, tornare ancora una volta su questo tema fondamentale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Appunto perch&#233; esiste il peccato nel mondo, che &#171; Dio ha tanto amato... da dare il suo Figlio unigenito &#187;, Dio che &#171; &#232; amore &#187; non pu&#242; rivelarsi altrimenti se non come misericordia. Questa corrisponde non soltanto alla pi&#249; profonda verit&#224; di quell'amore che &#232; Dio, ma anche a tutta l'interiore verit&#224; dell'uomo e del mondo che &#232; la sua patria temporanea. La misericordia in se stessa, come perfezione di Dio infinito, &#232; anche infinita. Infinita quindi ed inesauribile &#232; la prontezza del Padre nell'accogliere i figli prodighi che tornano alla sua casa. Sono infinite la prontezza e la forza di perdono che scaturiscono continuamente dal mirabile valore del sacrificio del Figlio. Nessun peccato umano prevale su questa forza e nemmeno la limita. Da parte dell'uomo pu&#242; limitarla soltanto la mancanza di buona volont&#224;, la mancanza di prontezza nella conversione e nella penitenza, cio&#232; il perdurare nell'ostinazione, contrastando la grazia e la verit&#224;, specie di fronte alla testimonianza della croce e della risurrezione di Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pertanto, la Chiesa professa e proclama la conversione. La conversione a Dio consiste sempre nello scoprire la sua misericordia, cio&#232; quell'amore che &#232; paziente e benigno a misura del Creatore e Padre : l'amore, a cui &#171; Dio, Padre del Signore nostro Ges&#249; Cristo &#187;, &#232; fedele fino alle estreme conseguenze nella storia dell'alleanza con l'uomo : fino alla croce, alla morte e risurrezione del Figlio. La conversione a Dio &#232; sempre frutto del &#171; ritrovamento &#187; di questo Padre che &#232; ricco di misericordia. L'autentica conoscenza del Dio della misericordia, dell'amore benigno &#232; una costante ed inesauribile fonte di conversione, non soltanto come momentaneo atto interiore, ma anche come stabile disposizione, come stato d'animo. Coloro che in tal modo arrivano a conoscere Dio, che in tal modo lo &#171; vedono &#187;, non possono vivere altrimenti che convertendosi continuamente a lui. Vivono, dunque, in stato di conversione ; ed &#232; questo stato che traccia la pi&#249; profonda componente del pellegrinaggio di ogni uomo sulla terra in stato di viandante. &#200; evidente che la Chiesa professa la misericordia di Dio, rivelata in Cristo crocifisso e risorto, non soltanto con la parola del suo insegnamento, ma soprattutto con la pi&#249; profonda pulsazione della vita di tutto il Popolo di Dio. Mediante questa testimonianza di vita la Chiesa compie la missione propria del Popolo di Dio, missione che &#232; partecipazione e, in un certo senso, continuazione di quella messianica di Cristo stesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa contemporanea &#232; profondamente consapevole che soltanto sulla base della misericordia di Dio potr&#224; dare attuazione ai compiti che scaturiscono dalla dottrina del Concilio Vaticano II e, in primo luogo, al compito ecumenico che tende ad unire quanti confessano Cristo. Avviando molteplici sforzi in tale direzione, la Chiesa confessa con umilt&#224; che solo quell'amore, che &#232; pi&#249; potente della debolezza delle divisioni umane, pu&#242; realizzare definitivamente quella unit&#224; che Cristo implorava dal Padre e che lo Spirito non cessa di chiedere per noi &#171; con gemiti inesprimibili &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;14. La Chiesa cerca di attuare la misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ges&#249; Cristo ha insegnato che l'uomo non soltanto riceve e sperimenta la misericordia di Dio, ma che &#232; pure chiamato a &#171; usar misericordia &#187; verso gli altri : &#171; Beati i misericordiosi, perch&#233; troveranno misericordia &#187;. La Chiesa vede in queste parole un appello all'azione e si sforza di praticare la misericordia. Se tutte le beatitudini del Discorso della montagna indicano la via della conversione e del cambiamento della vita, quella che riguarda i misericordiosi &#232; a tale proposito particolarmente eloquente. L'uomo giunge all'amore misericordioso di Dio, alla sua misericordia, in quanto egli stesso interiormente si trasforma nello spirito di tale amore verso il prossimo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo processo autenticamente evangelico non &#232; soltanto una svolta spirituale realizzata una volta per sempre, ma &#232; tutto uno stile di vita, una caratteristica essenziale e continua della vocazione cristiana. Esso consiste nella costante scoperta e nella perseverante attuazione dell'amore come forza unificante ed insieme elevante, nonostante tutte le difficolt&#224; di natura psicologica e sociale ; si tratta infatti di un amore misericordioso che per sua essenza &#232; amore creatore. L'amore misericordioso, nei rapporti reciproci tra gli uomini, non &#232; mai un atto o un processo unilaterale. Perfino nei casi in cui tutto sembrerebbe indicare che soltanto una parte sia quella che dona ed offre, e l'altra quella che soltanto riceve e prende (ad esempio, nel caso del medico che cura, del maestro che insegna, dei genitori che mantengono ed educano i figli, del benefattore che soccorre i bisognosi), in verit&#224; tuttavia anche colui che dona viene sempre beneficato. In ogni caso, anche questi pu&#242; facilmente ritrovarsi nella posizione di colui che riceve, che ottiene un beneficio, che prova l'amore misericordioso, che si trova ad essere oggetto di misericordia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cristo crocifisso, in questo senso, &#232; per noi il modello, l'ispirazione e l'incitamento pi&#249; alto. Basandoci su questo sconvolgente modello, possiamo con tutta umilt&#224; manifestare misericordia agli altri, sapendo che egli l'accoglie come dimostrata a se stesso. Sulla base di questo modello, dobbiamo anche purificare continuamente tutte le nostre azioni e tutte le nostre intenzioni in cui la misericordia viene intesa e praticata in modo unilaterale, come bene fatto agli altri. Solo allora, in effetti, essa &#232; realmente un atto di amore misericordioso : quando, attuandola, siamo profondamente convinti che, al tempo stesso, noi la sperimentiamo da parte di coloro che la accettano da noi. Se manca questa bilateralit&#224;, questa reciprocit&#224;, le nostre azioni non sono ancora autentici atti di misericordia, n&#233; in noi si &#232; ancora compiuta pienamente la conversione, la cui strada ci &#232; stata manifestata da Cristo con la parola e con l'esempio fino alla croce, n&#233; partecipiamo ancora completamente alla magnifica fonte dell'amore misericordioso che ci &#232; stata da lui rivelata.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosi, dunque, la via che Cristo ci ha manifestato nel discorso della montagna con la beatitudine dei misericordiosi, &#232; molto pi&#249; ricca di ci&#242; che a volte possiamo avvertire nei comuni giudizi umani sul tema della misericordia. Tali giudizi ritengono la misericordia come un atto o processo unilaterale, che presuppone e mantiene le distanze tra colui che usa misericordia e colui che ne viene gratif&#236;cato, tra chi fa il bene e chi lo riceve. Di qui deriva la pretesa di liberare i rapporti interumani e sociali dalla misericordia e di basarli solamente sulla giustizia. Tuttavia, tali giudizi sulla misericordia non avvertono quel fondamentale legame tra la misericordia e la giustizia del quale parla tutta la tradizione biblica e soprattutto la missione messianica di Ges&#249; Cristo. L'autentica misericordia &#232;, per cos&#236; dire, la fonte pi&#249; profonda della giustizia. Se quest'ultima &#232; di per s&#233; idonea ad &#171; arbitrare &#187; tra gli uomini nella reciproca ripartizione dei beni oggettivi secondo l'equa misura, l'amore invece, e soltanto l'amore (anche quell'amore benigno, che chiamiamo &#171; misericordia &#187;), &#232; capace di restituire l'uomo a se stesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La misericordia autenticamente cristiana &#232; pure, in certo senso, la pi&#249; perfetta incarnazione dell'&#171; eguaglianza &#187; tra gli uomini, e quindi anche l'incarnazione pi&#249; perfetta della giustizia, in quanto anche questa, nel suo ambito, mira allo stesso risultato. L'eguaglianza introdotta mediante la giustizia si limita per&#242; ambito dei beni oggettivi ed estrinseci, mentre l'amore e la misericordia fanno si che gli uomini s'incontrino tra loro in quel valore che &#232; l'uomo stesso, con la dignit&#224; che gli &#232; propria. In pari tempo, l'&#171; eguaglianza &#187; degli uomini mediante l'amore &#171; paziente e benigno &#187; non cancella le differenze : colui che dona diventa pi&#249; generoso quando si sente contemporaneamente gratificato da colui che accoglie il suo dono ; viceversa, colui che sa ricevere il dono con la consapevolezza che anch'egli, accogliendolo, fa del bene, serve da parte sua alla grande causa della dignit&#224; della persona, e ci&#242; contribuisce a unire gli uomini fra di loro in modo pi&#249; profondo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosi dunque, la misericordia diviene elemento indispensabile per plasmare i mutui rapporti tra gli uomini, nello spirito del pi&#249; profondo rispetto di ci&#242; che &#232; umano e della reciproca fratellanza. &#200; impossibile ottenere questo vincolo tra gli uomini se si vogliono regolare i mutui rapporti unicamente con la misura della giustizia. Questa, in ogni sfera dei rapporti interumani, deve subire, per cos&#236; dire, una notevole &#171; correzione &#187; da parte di quell'amore il quale - come proclama san Paolo - &#171; &#232; paziente &#187; e &#171; benigno &#187; o, in altre parole, porta in s&#233; i caratteri dell'amore misericordioso tanto essenziali per il Vangelo e per il cristianesimo. Ricordiamo, inoltre, che l'amore misericordioso indica anche quella cordiale tenerezza e sensibilit&#224; di cui tanto eloquentemente ci parla la parabola del figliol prodigo, o anche quelle della pecorella e della dramma smarrita. Pertanto, l'amore misericordioso &#232; sommamente indispensabile tra coloro che sono pi&#249; vicini : tra i coniugi, tra i genitori e i figli, tra gli amici ; esso &#232; indispensabile nell'educazione e nella pastorale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il suo raggio d'azione, per&#242;, non trova qui il suo termine. Se Paolo VI indicava a pi&#249; riprese la &#171; civilt&#224; dell'amore &#187;' come fine a cui debbono tendere tutti gli sforzi in campo sociale e culturale, come pure in campo economico e politico, occorre aggiungere che questo fine non sar&#224; mai conseguito, se nelle nostre concezioni ed attuazioni, relative alle ampie e complesse sfere della convivenza umana, ci arresteremo al criterio dell'&#171; occhio per occhio, dente per dente &#187; e non tenderemo invece a trasformarlo essenzialmente, completandolo con un altro spirito. Di certo, in tale direzione ci conduce anche il Concilio Vaticano II quando, parlando ripetutamente della necessit&#224; di rendere il mondo pi&#249; umano,' individua la missione della Chiesa nel mondo contemporaneo appunto nella realizzazione di tale compito. Il mondo degli uomini pu&#242; diventare sempre pi&#249; umano solo se introdurremo nel multiforme ambito dei rapporti interumani e sociali, insieme alla giustizia, quell'&#171; amore misericordioso &#187; che costituisce il messaggio messianico del Vangelo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il mondo degli uomini potr&#224; diventare &#171; sempre pi&#249; umano &#187;, solo quando in tutti i rapporti reciproci, che plasmano il suo volto morale, introdurremo il momento del perdono, cosi essenziale per il Vangelo. Il perdono attesta che nel mondo &#232; presente l'amore pi&#249; potente del peccato. Il perdono &#232;, inoltre, la fondamentale condizione della riconciliazione, non soltanto nel rapporto di Dio con l'uomo, ma anche nelle reciproche relazioni tra gli uomini. Un mondo da cui si eliminasse il perdono sarebbe soltanto un mondo di giustizia fredda e irrispettosa, nel nome della quale ognuno rivendicherebbe i propri diritti nei confronti dell'altro ; cosi gli egoismi di vario genere sonnecchianti nell'uomo potrebbero trasformare la vita e la convivenza umana in un sistema di oppressione dei pi&#249; deboli da parte dei pi&#249; forti, oppure in un'arena di permanente lotta degli uni contro gli altri.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Perci&#242;, la Chiesa deve considerare come uno dei suoi principali doveri - in ogni tappa della storia, e specialmente nell'et&#224; contemporanea - quello di proclamare e di introdurre nella vita il mistero della misericordia, rivelato in sommo grado in Ges&#249; Cristo. Questo mistero, non soltanto per la Chiesa stessa come comunit&#224; dei credenti, ma anche in certo senso per tutti gli uomini, &#232; fonte di una vita diversa da quella che l'uomo, esposto alle forze prepotenti della triplice concupiscenza operanti in lui, &#232; in grado di costruire. &#200; appunto in nome di questo mistero che Cristo ci insegna a perdonare sempre. Quante volte ripetiamo le parole della preghiera ch'egli stesso ci ha insegnato, chiedendo : &#171; Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori &#187;, cio&#232; a coloro che sono colpevoli di qualcosa nei nostri riguardi !. &#200; davvero difficile esprimere il profondo valore dell'atteggiamento che tali parole tracciano e inculcano. Quante cose queste parole dicono ad ogni uomo sul suo simile ed anche su di lui stesso ! La coscienza di essere debitori gli uni degli altri va di pari passo con la chiamata alla solidariet&#224; fraterna, che san Paolo ha espresso nel conciso invito a sopportarsi &#171; a vicenda con amore &#187;. Quale lezione di umilt&#224; &#232; qui racchiusa nei riguardi dell'uomo, in pari tempo del prossimo e di se stessi ! Quale scuola di buona volont&#224; per la convivenza di ogni giorno, nelle varie condizioni della nostra esistenza ! Se disattendessimo questa lezione, che cosa rimarrebbe di qualsiasi programma &#171; umanistico &#187; della vita e dell'educazione ?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cristo sottolinea con tanta insistenza la necessit&#224; di perdonare gli altri che a Pietro, il quale gli aveva chiesto quante volte avrebbe dovuto perdonare il prossimo, indic&#242; la cifra simbolica di &#171; settanta volte sette &#187;, volendo dire con questo che avrebbe dovuto saper perdonare a ciascuno ed ogni volta. &#200; ovvio che una cosi generosa esigenza di perdonare non annulla le oggettive esigenze della giustizia. La giustizia propriamente intesa costituisce per cosi dire lo scopo del perdono. In nessun passo del messaggio evangelico il perdono, e neanche la misericordia come sua fonte, significano indulgenza verso il male, verso lo scandalo, verso il torto o l'oltraggio arrecato. In ogni caso, la riparazione del male e dello scandalo, il risarcimento del torto, la soddisfazione dell'oltraggio sono condizione del perdono.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cosi dunque, la fondamentale struttura della giustizia penetra sempre nel campo della misericordia. Questa per&#242; ha la forza di conferire alla giustizia un contenuto nuovo, che si esprime nel modo pi&#249; semplice e pieno nel perdono. Esso infatti manifesta che, oltre al processo di &#171; compensazione &#187; e di &#171; tregua &#187;, che &#232; specifico della giustizia, &#232; necessario l'amore, perch&#233; l'uomo si affermi come tale. L'adempimento delle condizioni della giustizia &#232; indispensabile, soprattutto affinch&#233; l'amore possa rivelare il proprio volto. Nell'analizzare la parabola del figliol prodigo, abbiamo gi&#224; richiamato l'attenzione sul fatto che colui che perdona e colui che viene perdonato si incontrano in un punto essenziale, che &#232; la dignit&#224; ossia l'essenziale valore dell'uomo, che non pu&#242; andar perduto e la cui affermazione o il cui ritrovamento &#232; fonte della pi&#249; grande gioia. La Chiesa ritiene giustamente come proprio dovere, come scopo della propria missione, quello di custodire l'autenticit&#224; del perdono, tanto nella vita e nel comportamento quanto nell'educazione e nella pastorale. Essa la protegge non altrimenti che custodendo la sua fonte, cio&#232; il mistero della misericordia di Dio stesso, rivelato in Ges&#249; Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Alla base della missione della Chiesa, in tutte le sfere di cui parlano numerose indicazioni del pi&#249; recente Concilio e la plurisecolare esperienza dell'apostolato, non vi &#232; altro che l'attingere alle fonti del Salvatore : &#232; questo che traccia molteplici orientamenti alla missione della Chiesa nella vita dei singoli cristiani, delle singole comunit&#224; ed anche dell'intero Popolo di Dio. Questo &#171; attingere alle fonti del Salvatore &#187; non pu&#242; essere realizzato in altro modo se non nello spirito di quella povert&#224; a cui ci ha chiamato il Signore con la parola e con l'esempio : &#171; Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date &#187;. Cos&#236;, in tutte le vie della vita e del ministero della Chiesa - attraverso la povert&#224; evangelica dei ministri e dispensatori e dell'intero popolo, che rende testimonianza &#171; alle grandi opere &#187; del suo Signore - si &#232; manifestato ancor meglio il Dio &#171; ricco di misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;VIII - Preghiera della Chiesa dei nostri tempi&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;15. La Chiesa fa appello alla misericordia divina.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Chiesa proclama la verit&#224; della misericordia di Dio rivelata in Cristo crocifisso e risorto, e la professa in vari modi. Inoltre, essa cerca di attuare la misericordia verso gli uomini attraverso gli uomini, vedendo in ci&#242; un'indispensabile condizione della sollecitudine per un mondo migliore e &#171; pi&#249; umano &#187;, oggi e domani. Tuttavia, in nessun momento e in nessun periodo storico - specialmente in un'epoca cosi critica come la nostra - la Chiesa pu&#242; dimenticare la preghiera che &#232; grido alla misericordia di Dio dinanzi alle molteplici forme di male che gravano sull'umanit&#224; e la minacciano. Proprio questo &#232; il fondamentale diritto-dovere della Chiesa, in Cristo Ges&#249; : &#232; il diritto dovere della Chiesa verso Dio e verso gli uomini. Quanto pi&#249; la coscienza umana, soccombendo alla secolarizzazione, perde il senso del significato stesso della parola &#171; misericordia &#187;, quanto pi&#249;, allontanandosi da Dio, si distanzia dal mistero della misericordia, tanto pi&#249; la Chiesa ha il diritto e il dovere di far appello al Dio della misericordia &#171; con forti grida &#187;. Queste &#171; forti grida &#187; debbono essere proprie della Chiesa dei nostri tempi, rivolte a Dio per implorare la sua misericordia, la cui certa manifestazione essa professa e proclama come avvenuta in Ges&#249; crocifisso e risorto, cio&#232; nel mistero pasquale. &#200; questo mistero che porta in s&#233; la pi&#249; completa rivelazione della misericordia, cio&#232; di quell'amore che &#232; pi&#249; potente della morte, pi&#249; potente del peccato e di ogni male, dell'amore che solleva l'uomo dalle abissali cadute e lo libera dalle pi&#249; grandi minacce.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'uomo contemporaneo sente queste minacce. Ci&#242; che a tale riguardo &#232; stato detto sopra &#232; soltanto un semplice abbozzo. L'uomo contemporaneo si interroga spesso, con profonda ansia, circa la soluzione delle terribili tensioni che si sono accumulate sul mondo e si intrecciano in mezzo agli uomini. E se talvolta non ha il coraggio di pronunciare la parola &#171; misericordia &#187;, oppure nella sua coscienza, priva di contenuto religioso, non ne trova l'equivalente, tanto pi&#249; bisogna che la Chiesa pronunci questa parola, non soltanto in nome proprio, ma anche in nome di tutti gli uomini contemporanei.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#200; dunque necessario che tutto quanto ho detto ne presente documento sulla misericordia si trasformi in un'ardente preghiera : si trasformi di continuo in un grido che implori la misericordia secondo le necessit&#224; dell'uomo nel mondo contemporaneo. Questo grido sia denso di tutta quella verit&#224; sulla misericordia che ha trovato cosi ricca espressione nella Sacra Scrittura e nella tradizione, come anche nell'autentica vita di fede di tante generazioni del Popolo di Dio. Con tale grido ci richiamiamo, come gli scrittori sacri, al Dio che non pu&#242; disprezzare nulla di ci&#242; che ha creato, al Dio che &#232; fedele a se stesso, alla sua paternit&#224; e al suo amore. E come i profeti, facciamo appello a quell'amore che ha caratteristiche materne e, a somiglianza di una madre, segue ciascuno dei suoi figli, ogni pecorella smarrita, anche se ci fossero milioni di tali smarrimenti, anche se nel mondo l'iniquit&#224; prevalesse sull'onest&#224;, anche se l'umanit&#224; contemporanea meritasse per i suoi peccati un nuovo &#171; diluvio &#187;, come un tempo lo merit&#242; la generazione di No&#232;. Facciamo ricorso a quell'amore paterno che ci &#232; stato rivelato da Cristo nella sua missione messianica, e che raggiunse il culmine nella sua croce, nella sua morte e risurrezione ! Facciamo ricorso a Dio mediante Cristo, memori delle parole del Magnificat di Maria che proclamano la misericordia &#171; di generazione in generazione &#187; ! Imploriamo la misericordia divina per la generazione contemporanea ! La Chiesa che sul modello di Maria cerca di essere anche madre degli uomini in Dio, esprima in questa preghiera la sua materna sollecitudine ed insieme il fiducioso amore, da cui appunto nasce la pi&#249; ardente necessit&#224; della preghiera.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Eleviamo le nostre suppliche, guidati dalla fede, dalla speranza, dalla carit&#224; che Cristo ha innestato nei nostri cuori. Questo atteggiamento &#232; parimenti amore verso Dio, che l'uomo contemporaneo a volte ha molto allontanato da s&#233;, reso estraneo a se stesso, proclamando in vari modi che gli &#232; &#171; superfluo &#187;. Questo &#232; quindi amore verso Dio, la cui offesa ripulsa da parte dell'uomo contemporaneo sentiamo profondamente, pronti a gridare con Cristo in croce : &#171; Padre, perdonali, perch&#233; non sanno quello che fanno &#187;. Questo &#232;, al tempo stesso, amore verso gli uomini, verso tutti gli uomini senza eccezione e divisione alcuna : senza differenza di razza, di cultura, di lingua, di concezione del mondo, senza distinzione tra amici e nemici. Questo &#232; amore verso gli uomini - e desidera ogni vero bene per ciascuno di essi e per ogni comunit&#224; umana, per ogni famiglia, ogni nazione, ogni gruppo sociale, per i giovani, gli adulti, i genitori, gli anziani, gli ammalati - verso tutti senza eccezione. Questo &#232; amore, ossia premurosa sollecitudine per garantire a ciascuno ogni autentico bene ed allontanare e scongiurare qualsiasi male.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E se taluno dei contemporanei non condivide la fede e la speranza che mi inducono, quale servo di Cristo e ministro dei misteri di Dio , a implorare in questa ora della storia la misericordia di Dio per l'umanit&#224;, egli cerchi almeno di comprendere il motivo di questa premura. Essa &#232; dettata dall'amore verso l'uomo, verso tutto ci&#242; che &#232; umano e che, secondo l'intuizione di gran parte dei contemporanei, &#232; minacciato da un pericolo immenso. Il mistero di Cristo che, svelandoci la grande vocazione dell'uomo, mi ha spinto a ribadire nell'enciclica Redemptor hominis la sua incomparabile dignit&#224;, mi obbliga, al tempo stesso, a proclamare la misericordia quale amore misericordioso di Dio, rivelato nello stesso mistero di Cristo. Esso mi obbliga anche a richiamarmi a tale misericordia e ad implorarla in questa difficile, critica fase della storia della Chiesa e del mondo, mentre ci avviamo al termine del secondo Millennio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel nome di Ges&#249; Cristo crocifisso e risorto, nello spirito della sua missione messianica che continua nella storia dell'umanit&#224;, eleviamo la nostra voce e supplichiamo perch&#233;, in questa tappa della storia, si riveli ancora una volta quell'amore che &#232; nel Padre, e per opera del Figlio e dello Spirito Santo si dimostri presente nel mondo contemporaneo e pi&#249; potente del male : pi&#249; potente del peccato e della morte. Supplichiamo per intercessione di Colei che non cessa di proclamare &#171; la misericordia di generazione in generazione &#187;, ed anche di coloro per i quali si sono compiutamente realizzate le parole del discorso della montagna : &#171; Beati i misericordiosi, perch&#233; troveranno misericordia &#187;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel continuare il grande compito di attuare il Concilio Vaticano II, in cui giustamente possiamo vedere una nuova fase dell'autorealizzazione della Chiesa - su misura dell'epoca in cui ci tocca di vivere -, la Chiesa stessa deve essere costantemente guidata dalla piena coscienza che in quest'opera non le &#232; lecito, a nessun patto, di ripiegarsi su se stessa. La ragione del suo essere &#232; infatti quella di rivelare Dio, cio&#232; quel Padre che ci consente di essere &#171; visto &#187; nel Cristo. Per quanto forte possa essere la resistenza della storia umana, per quanto marcata l'eterogeneit&#224; della civilt&#224; contemporanea, per quanto grande la negazione di Dio nel mondo umano, tuttavia tanto pi&#249; grande deve essere la vicinanza a quel mistero che, nascosto da secoli in Dio, &#232; poi stato realmente partecipato nel tempo all'uomo mediante Ges&#249; Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con la mia apostolica benedizione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 novembre, Domenica I d'Avvento, dell'anno 1980, terzo di Pontificato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fonte &lt;a href=&quot;http://www.vatican.va&quot; class=&quot;spip_url spip_out&quot;&gt;interro_liens_callback&lt;/a&gt;. Link iperstuale : &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/edocs/ITA1215/_INDEX.HTM&quot; class=&quot;spip_url spip_out&quot;&gt;http://www.vatican.va/edocs/ITA1215...&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Omelia di Beatificazione della serva di Dio Suor Faustyna Kowaslka</title>
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		<dc:creator>Giovanni Piccardi</dc:creator>



		<description>Omelia di Beatificazione della serva di Dio Suor Faustyna Kowaslka &lt;br /&gt;Omelia di Beatificazione della serva di Dio Suor Faustyna Kowaslka &lt;br /&gt;Domenica, 18 aprile 1993 &lt;br /&gt;1. &#8220;Celebrate il Signore, perch&#233; &#232; buono, perch&#233; eterna &#232; la sua misericordia&#8221; (Sal 118, 1). Il Salmo di ringraziamento attraversa come un fascio di luce tutta l'ottava di Pasqua. &#200; il &#8220;grazie&#8221; corale della Chiesa, che adora Dio per il dono della Risurrezione di Cristo : per il dono della Vita nuova ed eterna, rivelata nel Risorto. La Chiesa, (...)


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.divinamisericordia.it/IMG/arton10.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;687&quot; height=&quot;472&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
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&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;1. &#8220;Celebrate il Signore, perch&#233; &#232; buono, perch&#233; eterna &#232; la sua misericordia&#8221; (Sal 118, 1). Il Salmo di ringraziamento attraversa come un fascio di luce tutta l'ottava di Pasqua. &#200; il &#8220;grazie&#8221; corale della Chiesa, che adora Dio per il dono della Risurrezione di Cristo : per il dono della Vita nuova ed eterna, rivelata nel Risorto. La Chiesa, unanime, adora e ringrazia per l'infinito amore che, in Lui, si &#232; comunicato ad ogni uomo e all'universo intero. &#8220;Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Ges&#249; Cristo... egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Ges&#249; Cristo dai morti, per una speranza viva&#8221;(1 Pt 1, 3). Ci ha rigenerati &#8220;nella sua grande misericordia&#8221; (1 Pt 1, 3), Lui, Iddio e Padre di Cristo crocifisso e risorto : &#8220;dives in misericordia&#8221;. La Chiesa vive con questa intima consapevolezza fin dai suoi albori. In spirito di ringraziamento pasquale si radunavano i primi discepoli e fedeli, spezzando il pane nelle case (cf. At 2, 46), celebrando cio&#232; l'Eucaristia. In questo medesimo spirito la Comunit&#224; apostolica accoglieva ed accompagnava i catecumeni, mentre cresceva il numero di quelli che benedicevano Dio, di quanti lo professavano &#8220;ricco di misericordia&#8221; (Ef 2, 4), ringraziandolo per l'amore rivelato in Cristo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;2. Oggi la stessa Chiesa, rigenerata &#8220;per una speranza viva&#8221;, rende grazie per &#8220;una eredit&#224; che non si corrompe... che &#232; conservata nei cieli&#8221; per noi (1 Pt 1, 3-4). Il Popolo cristiano &#8211; nell'imminenza dell'anno 2000 &#8211; esprime la propria gioia pasquale a motivo di alcuni suoi figli e figlie che, in modo particolare, confermano questa eredit&#224; di Dio conservata nei cieli per noi. Ecco i loro nomi : Ludovico da Casoria Paula Montal Forn&#233;s de San Jos&#233; Calasanz Stanislaw Kazimierczyk Angela Truszkowska Faustyna Kowalska.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;3. Ti saluto, Beato Ludovico da Casoria, singolare figura di Frate Minore e ardente testimone della carit&#224; di Cristo. Ci commuovono le parole del tuo Testamento : &#8220;Il Signore mi chiam&#242; a s&#233; con un amore dolcissimo, e con una carit&#224; infinita mi guid&#242; e mi diresse nel cammino della mia vita&#8221;. La forza di questo amore spinse te, valido studioso e insegnante, a dedicarti ai pi&#249; poveri : ai sacerdoti ammalati, agli immigrati africani, ai muti, ai ciechi, ai vecchi, agli orfanelli. Beato Ludovico, grande figlio della Chiesa di Napoli, hai fatto tuo il carisma di Francesco d'Assisi e l'hai vissuto nella societ&#224; del tuo tempo, nel Meridione d'Italia del secolo scorso, assumendo attiva responsabilit&#224; nei confronti delle pi&#249; gravi forme di povert&#224;, calandoti con cristiana compassione nella concretezza della storia della tua gente e dei suoi drammi quotidiani. L'ampiezza del raggio d'azione del tuo apostolato ci lascia quasi increduli, e ci viene spontaneo domandarti : Come hai potuto farti prossimo a tante miserie, con tanta &#8220;fantasia&#8221; nella promozione umana ? E ancora ci rispondono le tue parole : &#8220;L'amore di Cristo aveva ferito il mio cuore&#8221; (Testamento). Ti chiediamo di insegnare anche a noi a vivere per gli altri e ad essere costruttori di autentiche comunit&#224; ecclesiali, nelle quali la carit&#224; fiorisca in letizia ed in speranza operosa. &#8220;I poveri li avete sempre con voi&#8221; (Mt 26, 11), ci ha detto Ges&#249;. Aiutaci, Beato Ludovico, a scoprirli, ad amarli, a servirli con quell'ardore che in te ha compiuto meraviglie.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4. La nueva beata, Paula Montal de San Jos&#233; de Calasanz, fue durante toda su vida un abnegado ap&#243;stol de la promoci&#243;n cultural, humana y cristiana de la mujer. En total entrega a la voluntad de Dios y contando s&#243;lo &#8220; con cuarenta reales en el bolsillo &#8221; &#8211; como dice la historia &#8211; abri&#243; la primera escuela de ni&#241;as para ense&#241;arles, sobre todo, el amor de Dios y la dignidad de la mujer, como futura madre de familia. &#8220; Quiero salvar las familias &#8221;, repet&#237;a insistentemente. Con este objetivo fund&#243; la congregaci&#243;n de Hijas de Mar&#237;a, Religiosas de las Escuelas P&#237;as, viviendo de lleno la espiritualidad calasancia y haciendo un cuarto voto de dedicarse exclusivamente a la ense&#241;anza. El carisma de la beata Paula Montal vive en vosotras, amadas Religiosas Escolapias, y su exaltaci&#243;n hoy al honor de los altares representa una apremiante invitaci&#243;n que el Se&#241;or os dirige para que renov&#233;is, como almas consagradas, vuestro fecundo servicio eclesial en fidelidad a su carisma, en favor de la dignidad de la mujer y de la familia. Quiera Dios que por su intercesi&#243;n y ejemplo la acci&#243;n educativa de la Iglesia con la ni&#241;ez y la juventud reciba un decidido impulso, que d&#233; nueva vitalidad a las ra&#237;ces cristianas de la noble Naci&#243;n espa&#241;ola, representada aqu&#237; por un nutrido grupo de Obispos, Autoridades, sacerdotes, religiosos &#8211; particularmente Escolapios &#8211; religiosas y numerosos fieles, a quienes saludo con particular afecto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in italiano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;4. La nuova Beata, Paula Montal de San Jos&#233; de Calasanz, &#232; stata per tutta la sua vita un generoso apostolo della promozione culturale, umana e cristiana della donna. In un dono totale alla volont&#224; di Dio e con solo &#8220;quaranta reali nelle tasche&#8221; &#8211; come dice la storia &#8211; apr&#236; la prima scuola per bambine per insegnar loro, soprattutto, l'amore di Dio e la dignit&#224; della donna, come futura madre di famiglia. &#8220;Voglio salvare le famiglie&#8221;, ripeteva insistentemente. Con questo obiettivo fond&#242; la congregazione delle Figlie di Maria, Religiose delle Scuole Pie, vivendo pienamente la spiritualit&#224; di Calasanz e facendo un quarto voto di dedicarsi esclusivamente all'insegnamento. Il carisma della Beata Paula Montal vive in voi, amate Religiose Scolopie, e la sua elevazione oggi all'onore degli altari rappresenta una pressante esortazione che il Signore vi rivolge affinch&#233; rinnoviate, come anime consacrate, il vostro fecondo servizio ecclesiale in fedelt&#224; al suo carisma, a favore della dignit&#224; della donna e della famiglia. Voglia Dio che attraverso la sua intercessione e il suo esempio l'azione educativa della Chiesa per l'infanzia e la giovent&#249; riceva un deciso impulso, che dia nuovo vigore alle radici cristiane della nobile Nazione spagnola, rappresentata qui da un folto gruppo di Vescovi, Autorit&#224;, sacerdoti, religiosi &#8211; in particolare Scolopi &#8211; religiose e numerosi fedeli, che saluto con particolare affetto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;5. Ti saluto, Madre Maria Angela Truszkowska, Madre della grande famiglia feliciana. Sei stata testimone dei difficili avvenimenti storici della nostra Nazione e della Chiesa, la quale quivi compiva la sua missione. Il Tuo nome e la Tua vocazione sono legati alla figura del beato Honorat Kozminski, grande apostolo delle comunit&#224; segrete, le quali rigeneravano la vita della societ&#224; travagliata, e restituivano la speranza della risurrezione. Al giorno d'oggi compio un pellegrinaggio verso le Tue reliquie nella mia amata Cracovia, dove si &#232; sviluppata la famiglia feliciana, e da dove &#232; partita oltre Oceano per servire le nuove generazioni di emigranti ed americani.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cristo ha condotto Madre Angela attraverso un sentiero veramente eccezionale, cosicch&#233; essa ha potuto condividere intimamente il mistero della sua croce. Egli ha formato il suo spirito per mezzo di numerose sofferenze, che essa ha accettato con fede e con sottomissione davvero eroica alla Sua volont&#224; : nella reclusione e nella solitudine, in una malattia lunga e dolorosa e nella notte buia dell'anima. Il suo pi&#249; grande desiderio &#232; stato di divenire &#8220;vittima d'amore&#8221;. Essa ha sempre interpretato l'amore come dono gratuito di s&#233;. &#8220;Amare significa dare. Dare tutto ci&#242; che l'amore richiede. Dare immediatamente, senza rimpianti, con gioia e desiderando che ci venga chiesto ancora di pi&#249;&#8221;. Queste sono parole sue con le quali ha riassunto l'intero programma della sua vita. Essa &#232; stata in grado di accendere lo stesso amore nei cuori delle Sorelle della sua Congregazione. Questo amore costituisce il fogliame sempre verde delle opere con le quali le comunit&#224; delle Feliciane servono la Chiesa in Polonia e altrove.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Ringraziate il Signore, perch&#233; &#232; buono...&#8221;. La Chiesa si rallegra oggi e ringrazia Dio per il dono dell'elevazione agli altari della Serva di Dio Madre Maria Angela e per tutta la Congregazione delle Suore Feliciane, che dal suo carisma ha preso origine.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;6. Ti saluto, Suor Faustyna. Da oggi la Chiesa ti nomina Beata, soprattutto la Chiesa della terra polacca e lituana. O Faustyna, come meraviglioso &#232; stato il Tuo cammino ! Come si pu&#242; non pensare, che proprio Te, una povera e semplice figlia del popolo polacco di Mazowsze, Cristo ha scelto per ricordare alla gente il grande mistero della divina Misericordia. Questo mistero hai portato con Te, lasciando questo mondo dopo una vita breve e piena di sofferenza. Allo stesso tempo questo mistero &#232; divenuto veramente un grido profetico rivolto verso il mondo e verso l'Europa. Il Tuo messaggio della divina Misericordia &#232; nato praticamente quasi alla vigilia del pauroso cataclisma della seconda guerra mondiale. Probabilmente non Ti sorprenderesti, se avessi potuto sperimentare sulla terra ci&#242; che questo messaggio &#232; diventato per la tormentata gente di quel tempo del disprezzo, come si &#232; esteso nel mondo. Oggi &#8211; crediamo cos&#236; profondamente &#8211; guardi in Dio il frutto della Tua missione sulla terra. Oggi sperimenti presso la stessa Fonte, chi &#232; il Tuo Cristo : &#8220;dives in misericordia&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Sento chiaramente che la mia missione non finisce con la morte, ma inizia...&#8221;, ha scritto Suor Faustyna nel suo Diario. E cos&#236; &#232; veramente avvenuto ! La sua missione continua e sta portando frutti sorprendenti. &#200; veramente meraviglioso il modo in cui la sua devozione a Ges&#249; Misericordioso si fa strada nel mondo contemporaneo e conquista tanti cuori umani ! Questo &#232; senza dubbio un segno dei tempi &#8211; un segno del nostro XX secolo. Il bilancio di questo secolo che tramonta presenta, oltre alle conquiste, che spesso hanno superato quelle delle epoche precedenti, anche una profonda inquietudine e paura circa l'avvenire. Dove, quindi, se non nella divina Misericordia, il Mondo pu&#242; trovare lo scampo e la luce della speranza ? I credenti lo intuiscono perfettamente !&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Ringraziate il Signore, perch&#233; &#232; buono... Ringraziate il Signore, perch&#233; &#232; misericordioso...&#8221;. Oggi, nel giorno della beatificazione di Suor Faustyna, adoriamo Dio per le grandi opere che ha compiuto nella sua anima. Lo glorifichiamo e Gli rendiamo grazie per le grandi opere, che ha compiuto e continua a compiere nelle anime umane, le quali &#8211; grazie alla sua testimonianza e messaggio &#8211; riscoprono le infinite profondit&#224; della divina Misericordia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;7. Infine Ti saluto, Stanislaw Kazimierczyk, sacerdote dei Canonici Regolari Lateranensi. La Tua vita &#232; stata strettamente legata a Cracovia, con la sua famosa Accademia e con il convento presso la chiesa del Corpus Domini a Kazimierz, dove maturava e si sviluppava la Tua vocazione. Il Servo di Dio Stanislaw visse nel XV secolo, cio&#232; in tempi remoti. Nella storia di Cracovia quello era il secolo singolare &#8211; il secolo dei santi &#8211; un'epoca di particolare fioritura della vita spirituale e religiosa. Proprio in quel secolo Cracovia ha dato figure di stampo come San Giovanni di Kety e i Beati : Simone di Lipnica, Michele Giedroyc, Isaia Bonner e Swietoslaw da Slawk&#243;w. Secolo benedetto ! Santi e Beati formavano la sua immagine spirituale, e tra loro Stanislaw di Kazimierz : fervente adoratore dell'Eucaristia, insegnante e difensore della verit&#224; evangelica, educatore, guida sulle vie della vita spirituale, protettore dei poveri. La memoria sulla santit&#224; del Servo di Dio vive e fruttifica tuttora. Il popolo di Cracovia e soprattutto il popolo di Kazimierz, hanno espresso continuamente, fino ai nostri tempi, questa memoria attraverso le preghiere dinanzi alle sue reliquie. Come Arcivescovo di Cracovia ho presieduto queste preghiere pi&#249; di una volta. Oggi la Santa Chiesa solennemente conferma il suo culto, elevandolo alla gloria degli altari. &#8220;Ringraziate il Signore... Ringraziate il Signore, perch&#233; &#232; buono...&#8221;. Madre Maria Angela Truszkowska, Suor Faustyna Kowalska, Stanislaw Kazimierczyk sacerdote-monaco : tre nuovi Beati polacchi, nostri nuovi intercessori. Ci serve cos&#236; tanto ai nostri giorni questa intercessione dei Santi e dei Beati ! Ecco un dono particolare della divina Provvidenza per la Chiesa in Polonia &#8211; il dono per la nostra Patria. Rallegrati, quindi, Chiesa Polacca ! &#8220;Gaude Mater Polonia !&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;8. Celebriamo il Signore, perch&#233; &#232; buono. Celebriamolo, perch&#233; &#232; misericordioso. Ecco gli Apostoli, riuniti nel Cenacolo : i primi che hanno innalzato questo ringraziamento pasquale. Per primi essi hanno ricevuto lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, il medesimo Spirito nel quale sono stati mandati : &#8220;Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi&#8221; (Gv 20, 21). Questa missione perdura attraverso i secoli, di generazione in generazione. E perdura ugualmente la grazia, capace di &#8220;fare nuove tutte le cose&#8221; (cf. Ap 21, 5).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ecco Tommaso, singolare rappresentante di coloro che dicono : &#8220;Se non vedo... non creder&#242;&#8221; (Gv 20, 25). Egli &#232; diventato, otto giorni dopo, portavoce di quanti confessano : &#8220;Mio Signore e mio Dio&#8221; (Gv 20, 28). Possa la verit&#224; su Cristo crocifisso e risorto trovare accesso presso le sempre nuove generazioni di coloro che &#8220;pur non avendo visto crederanno&#8221; (Gv 20, 29).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Dives in misericordia&#8221;. Quanto &#232; necessario, all'uomo di tutti i tempi, l'incontro con Te, o Cristo ! L'incontro mediante la fede, la quale si prova nel fuoco delle privazioni e fruttifica nella gioia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nella gioia pasquale. La fede fruttifica in gioia &#8220;indicibile e gloriosa&#8221; (1 Pt 1, 8).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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