L’organo della Chiesa di Santo Spirito in Sassia
Cenni storici
Secondo una iscrizione un tempo apposta sulla base delle quattro colonne che sorreggono l'organo, l'opera era stata fatta costruire nel 1547 dal Comm. di S. Spirito Alessandro Guidiccioni, al tempo del pontificato di Paolo III, il cui stemma è ivi collocato; indicazione ancor oggi confermata dalla presenza dello stemma Guidiccioni apposto al centro sulle canne, e da due stemmi che si accompagnano con altri due dell’ordine di S. Spirito, apposti nel soffitto intagliato dell'androne che fa da basamento al vano dell'organo.
Il Lavagnino avanza l'ipotesi che l'organo è opera degli stessi intagliatori che eseguirono il soffitto della chiesa, come il soffitto, fu rivestito di una splendente doratura durante il pontificato di Gregorio XIII interno al 1583. E' un'opera grandiosa e imponente, classicamente composta nella forma e negli ornati.
La tipologia della mostra dell'organo, sintesi equilibrata di serliana e fronte di tempio, suggerisce l'affascinante ipotesi che l'ideatore della costruzione sia stato Andrea Palladio attivo proprio nel 1547 in altre opere commissionategli dal Guidiccioni.
L'ipotesi è avvalorata da un disegno riproducente l'organo di S. Spirito (cfr. R. Lunelli, 1958), eseguita da Giorgio Vasari il Giovane, le cui esercitazioni da Palladio sono documentate.


Per la sua forma costituisce un precedente formale per l'organo di Luca Blasi in S. Giovanni in Laterano. La presenza ripetuta degli stemmi di Paolo III, uno dei quali a riscontro con quelle di S. Spirito, indica che l'interpretazione simbolica degli stemmi è la seguente: al tempo di Paolo III (stemma in alto al centro), per volontà e a spese di Paolo III (stemmi laterali), e curante l'opera A. Guidiccioni (stemma sulle canne), fu eseguito l'organo.
E' documentato, del resto, il mecenatismo del pontefice e il suo interesse per la musica e l'importanza che a seguito di questa costruzione ebbe la cappella musicale di S. Spirito in Sassia.
Queste osservazioni avvalorano con maggiore insistenza l'ipotesi attributiva a Palladio la cui preparazione culturale garantiva a Paolo III la magnificenza di un'opera nata per essere tale; nè si dimentichi, infine, che nel 1546 ere già finito il ritratto del pontefice con i nipoti (Napoli, Capodimonte) eseguito da un altro grande artista veneto, come Tiziano.
Si osservi per concludere che l'idea delle colonne sorreggenti l'organo e delimitanti l'androne semicircolare, fu adottata da Palladio per l'organo nella zona absidale di S. Giorgio Maggiore a Venezia; e proprio al S. Giorgio si ispirò lo Zucchi nei dipinti dell'abside per fare eco al ciborio scomparso del Palladio, così come eco spaziale sono le colonne dipinte nella conca dell'androne sotto l'organo.
La balaustra che copre la base della mostra presenta una forma disarmonica e tradisce la datazione posteriore al 1547 sottolineata dalla differenza di dorature.
Fu collocata infatti, assieme al cornicione e mensole di sostegno con teste di cherubini alla metà del sec. XVII, quando era comm. Stefano Vai, il cui stemma è apposto al centro della base.
Nell'archivio di S. Spirito presso l'archivio di Stato, si conservano diversi documenti a proposito della costruzione dello strumento, già in funzione nel 1550, come confermano i pagamenti a cantori e musici1.
L’apparato fonico è di realizzazione moderna.
Scheda tecnica
I° manuale
Principale 8'
Flauto 8°
Dulciana 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 f.
Voce Umana 8'
Tromba 8'
II° manuale espressivo
Principale Diapason 8'
Viola 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Nazardo 2'2/3
Flautino 2'
Voce celesta 8'
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Contrabasso 16'
Subasso16'
Basso 8'
Bordone 8'
Unioni ed accoppiamenti tipici della trasmissione meccanica.
